In questo articolo ti racconto come abbiamo introdotto i giochi da tavola nella vita di Noah, quali ci piace fare insieme e come sono diventati, poco alla volta, uno dei nostri passatempi in famiglia.
Come ti ho raccontato nell’articolo dedicato ai puzzle, anche qui parto da una passione di casa. Io e mio marito amiamo i giochi da tavola, anche se, devo ammetterlo, lui ancora più di me.
Già quando ero incinta fantasticavamo sul momento in cui avremmo potuto giocare tutti e tre. Ci immaginavamo seduti intorno a un tavolo, con un gioco davanti e Noah finalmente abbastanza grande da partecipare. Quello che non pensavamo era che avremmo iniziato così presto.
I nostri primi giochi da tavola
Cercando giochi per Noah, abbiamo scoperto che esistevano proposte indicate già dai 18 mesi e dai due anni. Puoi immaginare la nostra felicità: ci siamo subito buttati in questo mondo.
Abbiamo quindi acquistato i primi giochi prima che compisse tre anni, scegliendo quelli indicati per la sua età. Però, se devo raccontarti sinceramente la nostra esperienza, è adesso che ha tre anni che sento che stiamo iniziando a giocarci davvero appieno.
Oggi riesce a capire meglio le regole, ad aspettare il proprio turno, a osservare quello che fanno gli altri e a capire quando tocca a lui. Sta prendendo confidenza anche con il concetto di vincere e perdere: tutte cose che prima, per lui, erano ancora un po’ astratte.
Per questo, se penso a noi, direi che i tre anni sono stati un bel punto di partenza per vivere questi momenti in maniera più completa. Non lo intendo come un’età giusta per tutti: semplicemente, è il cambiamento che ho visto in Noah.
Il Memory, uno dei primi e ancora tra i preferiti
Di giochi da tavola per bambini ce ne sono davvero tantissimi. Qui voglio condividere qualche spunto partendo da quelli che usiamo noi, senza la pretesa di scrivere una guida completa.
Parto dal Memory, che probabilmente conosciamo tutti: si girano le tessere e si cercano le coppie uguali. Lo abbiamo comprato quando Noah aveva circa due anni e da allora non abbiamo mai smesso di usarlo.
Giocarci con lui mi fa tornare a quando ero bambina. Ricordo che ero bravissima a ricordarmi dove fossero le tessere, molto più dei miei genitori. Crescendo, ho iniziato a chiedermi se in realtà mi lasciassero vincere.
Ecco, adesso che sono mamma quel dubbio mi viene molto meno.
Quando giochiamo, Noah si ricorda certe posizioni con una sicurezza che mi lascia a bocca aperta. Io nel frattempo sto ancora cercando di capire dove ho visto quella stessa figura appena due turni prima. Diciamo che la mia memoria avrebbe bisogno di un po’ di allenamento.
È uno di quei giochi semplici a cui torniamo sempre volentieri, e ogni volta mi sorprende vedere quanto sia diventato bravo.
I giochi con tabellone, dadi e pedine
Poi ci sono quelli che mi vengono subito in mente quando penso a un gioco da tavola: apri il tabellone, scegli una pedina, lanci il dado e cominci a muoverti.
Anche qui si apre un mondo, tra regole, percorsi e temi diversi. Noi abbiamo incontrato giochi con animali, personaggi conosciuti come il Gruffalò e tante altre ambientazioni.
Con questi giochi mi piace osservare anche tutto quello che succede tra un turno e l’altro. Aspettare mentre gioca un’altra persona, guardare dove arriva la sua pedina, ricordarsi cosa bisogna fare quando torna il proprio momento.
Sono passaggi che a noi sembrano scontati, ma vedere Noah prenderci confidenza mi fa capire quante piccole cose ci siano dentro una partita.
I giochi di carte: quelli che portiamo dappertutto
In questo periodo i giochi di carte sono probabilmente i nostri preferiti. Ci piacciono anche per un motivo molto pratico: occupano pochissimo spazio.
Un mazzetto entra praticamente in qualunque borsa e possiamo portarlo al ristorante, sul treno o al parco per giocare un po’ insieme durante il pomeriggio.
Mi piace avere con noi qualcosa che possiamo tirare fuori quando c’è il tempo e la voglia di fare una partita. E anche tra i giochi di carte c’è tantissima scelta, con meccanismi e regole differenti.
Alla fine dell’articolo ti lascio i link ad alcuni dei nostri preferiti, così puoi vedere concretamente quali usiamo.
I giochi che ci fanno alzare e muovere
Non tutti i nostri giochi si fanno seduti. Alcuni faccio persino fatica a metterli in una categoria precisa.
Ne abbiamo, per esempio, in cui si lanciano dei dadi che indicano movimenti da fare con tutto il corpo. Si guarda cosa è uscito e si prova a riprodurre la sequenza proposta.
Sono quelli che mi piace tirare fuori quando Noah ha tante energie e ha voglia di muoversi. Il gioco diventa un’occasione per saltare, fare gesti e ridere insieme, seguendo quello che suggeriscono i dadi.
Anche questo, per noi, fa parte del piacere di giocare insieme: a volte ci sediamo intorno a un tavolo, altre finiamo tutti in piedi.
Imparare a giocare insieme, un po’ alla volta
Come per i puzzle, anche con i giochi da tavola cerco di ricordarmi che quello che sembra semplice a me può essere completamente nuovo per Noah.
Una regola può aver bisogno di essere spiegata più volte. Aspettare il proprio turno non è sempre facile e capire cosa significa perdere una partita è diverso dal prenderla con serenità ogni volta.
Ci vuole pazienza, e io vorrei che questi momenti restassero prima di tutto piacevoli. Possiamo fare una partita breve, riprovare un altro giorno o fermarci quando l’interesse finisce.
Quando ero incinta immaginavo proprio questo: il tempo passato a giocare tutti e tre. Adesso quel momento è arrivato e mi fa sorridere pensare a quante partite abbiamo ancora davanti.
Qui sotto ti lascio i link a tre dei nostri giochi preferiti:
Questi sono solo alcuni: trovi tutti i nostri giochi da tavola in questa pagina.
Spero che questi spunti ti abbiano fatto venire voglia di giocare insieme. Grazie per avermi letta. Al prossimo articolo.
Se ti va di seguirmi più da vicino e scoprire cosa condivido nella quotidianità, mi trovi ogni giorno su Instagram e TikTok.
Un abbraccio,
Alice, Una Mamma Consapevole
I link ai prodotti presenti in questa pagina sono affiliati. Questo significa che, se decidi di acquistare tramite essi, io riceverò una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. È un modo semplice per supportare il mio lavoro e questo spazio.