In questo articolo ti racconto quali sono i miei essenziali per l’asilo nido: tutti quei prodotti e quegli articoli che ci hanno accompagnato dall’inserimento di Noah in poi e che ci aiutano ancora oggi nella quotidianità.
Nel caso in cui te lo fossi perso, nell’articolo precedente abbiamo parlato del nostro percorso un po’ altalenante con l’asilo nido. Noah ha iniziato a frequentarlo a 12 mesi, inizialmente per cinque giorni a settimana. Poi siamo passati a quattro e, infine, a due. Oggi ha due anni e mezzo e va al nido due volte a settimana.
Qui, invece, voglio concentrarmi sul lato pratico: cosa ci hanno chiesto di portare le educatrici e come ci siamo organizzati. Ti racconto la nostra esperienza qui a Londra, perché le richieste possono cambiare da un nido all’altro.
Uno zainetto con il suo nome
La prima cosa che ci hanno chiesto è stata uno zainetto che potesse contenere tutte le cose di Noah e che fosse facilmente riconoscibile.
Il nome poteva essere ricamato, scritto oppure aggiunto con una targhetta: l’importante era che le educatrici riuscissero a individuare subito il suo zaino.
Per noi lo zainetto serve soprattutto a contenere i cambi, quindi avere abbastanza spazio per tutto è fondamentale. E qui arriviamo al secondo essenziale, uno di quelli che mi ha semplificato di più la preparazione.
Un timbro per etichettare i vestiti
Al nido ci hanno chiesto di etichettare proprio tutto: dalla borraccia alle scarpe, dai cambi allo zainetto.
Per i vestiti ho scelto un timbro personalizzato con il nome di Noah e un piccolo dinosauro. È delizioso, a lui piace tantissimo e io lo trovo davvero comodo: basta una timbrata sul tessuto e il nome è fatto.
L’ho acquistato quando abbiamo iniziato l’inserimento e lo usiamo ancora oggi. Nella nostra esperienza, la scritta resiste a lungo anche con i lavaggi frequenti in lavatrice. Quando comincia a sbiadire, basta ripassare il timbro.
Esistono tanti modi per contrassegnare i vestiti, dalle etichette adesive a quelle che si applicano con il ferro da stiro. Io mi sono trovata bene con questo sistema perché è semplice e veloce.
Una borraccia per i momenti all’aperto
Un altro oggetto che ci hanno chiesto di portare è una borraccia, anche questa con il nome di Noah.
Io ne ho scelta una in metallo, seguendo la mia preferenza personale di evitare la plastica per gli oggetti legati all’alimentazione.
Le educatrici mi hanno spiegato che la borraccia viene usata soprattutto quando i bambini sono in giardino o escono per un’attività. All’interno del nido, invece, incoraggiano i bambini della fascia d’età di Noah, dall’anno in su, a utilizzare il bicchiere e a versarsi l’acqua dalla brocca in autonomia.
Gli stivali antipioggia da lasciare al nido
Qui a Londra, per quella che è la nostra esperienza, stare all’aperto fa parte della giornata al nido anche quando il tempo non è dei migliori. Pioggia e freddo non significano automaticamente rimanere dentro: ci si organizza con l’abbigliamento adatto.
Per questo ci hanno chiesto un paio di stivali antipioggia da tenere sempre all’asilo. In questo modo, quando piove o il giardino è bagnato, Noah ha già lì tutto il necessario per uscire con i piedini all’asciutto.
I cambi: meglio averli sempre pronti
Tra giochi all’aperto, piccoli incidenti e attività creative, le occasioni per sporcarsi o bagnarsi non mancano. E nel nido di Noa fanno davvero tantissimi lavoretti!
Per questo nello zainetto tengo:
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Due paia di mutandine
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Due paia di calzini
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Due magliette
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Due felpe
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Due paia di pantaloni
Piego tutto piccolo piccolo e riesco a farlo stare nello zaino. Così le educatrici hanno a disposizione quello che serve per cambiarlo, sia dopo un piccolo incidente con la pipì sia dopo un’attività particolarmente movimentata.
Le tute intere per affrontare il tempo londinese
Per le giornate al nido usiamo spesso anche le tute intere, scegliendole in base alla temperatura.
In inverno, quando fa molto freddo, abbiamo una tuta pesante, una vera e propria tuta da neve, che abbiniamo agli stivali antipioggia. Tendenzialmente la usiamo quando le temperature scendono sotto i cinque gradi.
Quando il clima è più mite, invece, Noa ha una tuta sempre intera e impermeabile, ma più leggera. Sono due capi che ci aiutano a gestire le sue giornate all’aperto nelle diverse stagioni.
Pannolini e salviettine, quando servono
Oggi Noah ha due anni e mezzo e non porta il pannolino da quasi un anno, quindi questi prodotti non fanno più parte del nostro occorrente.
Durante i primi mesi al nido, però, ci veniva chiesto di portare anche pannolini e salviettine umidificate. Li aggiungo alla lista perché fanno parte di quello che ci è servito all’inizio del percorso.
Preparare lo zaino, un passo alla volta
Questi sono gli essenziali che hanno accompagnato Noah dall’inserimento a oggi. La nostra organizzazione è cambiata insieme a lui, ma lo zainetto con i cambi, i vestiti contrassegnati e l’occorrente per stare all’aperto continuano a far parte della routine.
Se stai preparando tutto per l’inizio del nido, partire dalla lista delle educatrici può aiutarti a capire cosa serve nella vostra struttura. Spero che leggere la nostra esperienza ti abbia dato qualche spunto concreto e ti abbia fatto compagnia in questo piccolo pezzo di preparazione.
Ti mando un grande in bocca al lupo per questa nuova tappa. E, se ti va, raccontami nei commenti quali sono i vostri essenziali per il nido: sono curiosa di conoscere anche la vostra esperienza.
Grazie per aver letto l’articolo fin qui, ci vediamo al prossimo.
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Un abbraccio,
Alice, Una Mamma Consapevole
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