In questo articolo parliamo di come vivere un Natale consapevole e sereno in famiglia, con meno carico mentale, regali sostenibili, tradizioni intenzionali e più tempo autentico con i bambini.
Nel caso te lo fossi perso, nell’articolo precedente abbiamo parlato dei libri più adatti ai bambini di due anni.
Siamo arrivate a dicembre.
Il mese delle lucine, delle canzoni di Natale che partono ovunque, dei negozi strapieni… e sì, anche il mese in cui il cuore si scalda un po’ di più.
Un mix di malinconia e momenti insieme, di persone che tornano da noi e altre che andiamo a trovare. Di serate sul divano con i soliti film che conosciamo a memoria, o pomeriggi passati a fare puzzle e giocare a Monopoli. È il mese della cioccolata calda, dei biscotti messi a raffreddare sul piano della cucina, del classico “cosa cuciniamo il 24?”. È quella sensazione del “il 25 ci siamo tutti”, anche se solo per una cena.
E davvero, è tutto meraviglioso.
Però (e qui lo dico con tutta la sincerità del mondo) è anche il mese per eccellenza che ti svuota, o rischia di farlo. Il mese in cui il carico mentale non raddoppia… a volte esplode proprio.
Perché a dicembre non c’è solo la nostra vita "normale" da portare avanti, che già basta e avanza.
Ci sono i regali da pensare (a chi, cosa, quanto spendere), gli addobbi, le attività da fare con i bambini, il desiderio di rendere tutto “speciale”, i mille incastri con parenti, amici, cene, recite, costumi, biglietti, pacchetti. E nel frattempo vogliamo anche che la casa sia accogliente, che i bambini vivano la magia, che tutto sia… non perfetto, ma almeno bello.
Vorrei allora ricordarti una cosa, quella che ripeto anche a me stessa ogni anno… e, da quando sono mamma, con ancora più insistenza: abbiamo il potere di scegliere il Natale che vogliamo vivere.
Possiamo decidere noi a chi fare un regalo e che tipo di regalo fare.
Possiamo scegliere quanto spendere.
Possiamo regalare un’attività, una torta, dei biscotti fatti in casa, oppure del tempo insieme.
Possiamo decidere se comprare o no i pigiami uguali per tutta la famiglia: farlo se ci diverte, evitarlo se non ci interessa, ricordandoci che la vita non è una foto su Instagram.
Lo stesso vale per le tradizioni che sembrano indispensabili: l’elfo che si sposta ogni notte, il calendario dell’Avvento creato da zero, i lavoretti perfetti, le attività tutti i giorni.
Se ci fanno stare bene, se ci divertono davvero, se aggiungono calore: sì, facciamole.
Se invece ci fanno sentire in colpa, sotto pressione o in competizione: no, non sono obbligatorie.
Il Natale dovrebbe nutrire, non consumare.
Dovrebbe alleggerire, non schiacciare.
E allora questo è l’invito che ti lascio per dicembre: crea un Natale a tua misura, non perfetto… ma vero, possibile, gentile, consapevole!
Un Natale in cui non devi dimostrare nulla a nessuno, un Natale che somiglia alla tua famiglia e ai vostri ritmi. Un Natale che lascia spazio ai momenti semplici, a ciò che vi fa stare bene davvero.
Grazie per aver condiviso con me questa riflessione e per essere arrivata fin qui. Al prossimo articolo.
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Un abbraccio,
Alice, Una Mamma Consapevole