Ciao Mamma Consapevole, in questo articolo, ti racconto di come ho vissuto la scoperta della gravidanza, le miei riflessioni a riguardo e le lezioni che ho imparato in questa fase della mia vita.
Nel caso in cui te lo fossi persa, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di come io abbia affrontato la ricerca della gravidanza e di come sia stato un percorso più tortuoso di quanto mi aspettassi.
La scoperta della gravidanza
Era l’11 dicembre 2022, una sera come tante altre. Avevo un ennesimo ritardo e un dolore insopportabile al seno. Ero seduta sul divano con mio marito e, senza riuscire a trattenere la domanda, gli chiesi: “Secondo te sono incinta?”. La sua risposta fu rapida e sicura: “No, non sei incinta”. Perché una risposta così decisa? Beh, perché, come sai, la nostra ricerca di una gravidanza era stata tutt’altro che semplice.
“Ok, non sono incinta”, pensai. Eppure, lui aggiunse: “Se vuoi toglierti il dubbio, nel weekend facciamo un test insieme”. Dentro di me però, avevo già deciso: se il ciclo non fosse arrivato entro l’indomani mattina, l’avrei fatto da sola.
Il 12 dicembre 2022 mi svegliai senza traccia del ciclo. Prima di andare al lavoro comprai un test di gravidanza, convinta che sarebbe stato un’altra falsa speranza. Se avessi anche solo lontanamente pensato che potesse essere positivo, non l’avrei mai fatto al lavoro!
In ufficio aspettavo la pausa pranzo per fare il test, ma in realtà non riuscivo a pensare ad altro. Alla fine, verso le 10 del mattino, sono andata in bagno e l’ho fatto.
Se mi seguite sui social, sapete quanto ci tengo a imprimere nella memoria ogni momento speciale della mia vita. Come ho già detto, se avessi anche solo immaginato di essere incinta, non avrei mai fatto il test al lavoro. E, sicuramente, mi sarei anche filmata mentre lo facevo o, almeno, avrei registrato la mia reazione guardandolo.
Ma, pensavo che fosse assolutamente impossibile essere incinta, quindi non ho fatto nulla di tutto questo.
Il test positivo
Semplicemente, ho fatto il test, mi sono rivestita, l’ho guardato… e c’erano due linee. Due linee chiarissime, non sbiadite. Sono rimasta pietrificata, con la mano che mi tremava. Non ricordo molto di quei minuti dopo, solo che ho infilato il test nello zaino e sono rimasta immobile, incapace di muovermi.
A un certo punto, vedendo che i minuti passavano, ricevo un messaggio dalla mia collega che mi chiede se va tutto bene. Mi aveva vista andare in bagno e non tornare più. Saranno passati 20 minuti, forse mezz’ora. Io ero in completo stato di shock e non sapevo cosa risponderle. Le ho semplicemente scritto: “Puoi venire in bagno?”. Lei, la mia collega e migliore amica al lavoro, arriva e mi chiede cosa c’è. Io non riuscivo a parlare, l’unica cosa che volevo fare era mostrarle il test positivo, ma non lo trovavo.
Mi vede cercare nello zaino, nelle tasche, ovunque. Perfino nel cestino del bagno, pensando di averlo buttato per errore nello shock. Non riuscivo a trovarlo da nessuna parte. Lei, vedendomi così agitata, continuava a chiedermi: “Ma cosa c’è? Sei incinta?”. Non so perché l’abbia detto, forse lo intuiva. Io la guardavo e le ripetevo soltanto: “Non lo trovo, non lo trovo”.
Alla fine, entrambe abbiamo iniziato a svuotare lo zaino e, in una tasca interna, nascosto chissà perché, è saltato fuori il test positivo. Glielo mostro, e lei rimane in shock tanto quanto me. Non sapeva cosa dire, non sapeva nulla della mia ricerca della gravidanza, quindi comincia a chiedermi: “Ma sei felice? Lo volevi o no?”. Cercava di reagire nel modo giusto, ma anche lei era confusa quanto me.
La mia reazione alla scoperta della gravidanza
E niente, in quei primi minuti, pian piano, ho iniziato a calmarmi. La mia collega mi ha portata in cucina e mi ha fatto una tazza di tè. Era lei a parlare, io non riuscivo proprio. Ero completamente sconvolta: tremavo, sudavo, e mentalmente non riuscivo a elaborare la notizia. Non riuscivo neanche a capirla, a comprenderla davvero.
Lei è stata davvero di supporto. Mi parlava, mi abbracciava, era lì per me. Quando le ho detto che in realtà io e mio marito desideravamo questa gravidanza, lei si è illuminata di felicità. Io, intanto, cercavo di calmarmi, ma più passavano i minuti, più la notizia era ancora troppo grande per essere processata. A quel punto, era passata un’ora e mezza da quando mi ero allontanata dalla scrivania, e ho pensato che dovevo rientrare.
Sono tornata alla mia postazione, ma, ragazze, quel giorno non ho più lavorato, ve lo dico con sincerità. La prima cosa che ho fatto, invece, è stata cercare su uno di quei siti che calcolano la data presunta del parto in base all’ultimo ciclo. Per me, la data era il 18 agosto 2023. Una volta visto quel risultato, ho iniziato subito a cercare cosa fare appena scopri di essere incinta.
Ragazze, immaginatevi il mio stato d’animo: sono andata subito su un sito ufficiale per registrarmi e richiedere la prima ecografia, che qui a Londra si fa intorno alle 12 settimane (lo so, sono tante, ne parleremo più avanti). Poi sono andata su Amazon a comprare le vitamine prenatali da prendere, e in quel momento ho iniziato a sognare, a immaginare, anche se ero ancora incredula.
Ah, e in tutto questo, mio marito non sapeva ancora niente. Sapevo che non gli avrei detto nulla tramite messaggio. Volevo aspettare la sera per trovare un modo carino e speciale per raccontargli tutto. Io adoro organizzare, pianificare, e fare le cose in un certo modo, quindi per me era fondamentale che quel momento fosse perfetto.
E così, mentre cercavo di processare tutto, ho iniziato a sognare.
La reazione della mia migliore amica alla scoperta della gravidanza
Avevo bisogno di dirlo a qualcuno e così ho chiamato la mia migliore amica in video chat. Non le ho detto nulla, ho solo mostrato il test positivo. Ovviamente lei si è emozionata e io con lei. È stato un momento bellissimo, che ricorderò per sempre. Lei già sapeva dei miei tentativi di rimanere incinta, quindi è stata subito felicissima per noi. Quella chiamata è stata uno dei momenti più speciali che ricordo: sì, la mia felicità nel sapere di essere incinta, ma anche la gioia di condividere la notizia con lei e vedere la sua reazione.
La reazione di mio marito alla scoperta della gravidanza
Dopo averlo detto alla mia migliore amica, ho iniziato a pensare: come lo dico a mio marito? Devo ammettere che, durante quei mesi di ricerca, avevo immaginato mille volte come sarebbe stato annunciare la gravidanza a Daniele. Mi ero persino immaginata di fare il test insieme a lui e scoprire insieme il risultato. Ma visto che non è andata così, volevo comunque trovare un modo carino per sorprenderlo quando sarebbe tornato a casa dal lavoro.
Non avevo molto tempo, perché lui sarebbe rientrato dopo solo mezz’ora, o forse meno. Così ho pensato di fare qualcosa di semplice. Non volevo comprare ciucci o scarpette, come si fa spesso in queste occasioni, perché avrei voluto che il primo acquisto per il nostro bambino lo facessimo insieme. Ho deciso allora di coinvolgere il nostro cane, Theo, e preparare una sorpresa al suo arrivo.
Sono tornata a casa e ho scritto su un cartoncino: “Sarò un fratello maggiore”. Ho legato questa “targhetta” al collo di Theo, che avrebbe aspettato Daniele con il test di gravidanza tra i denti. E così è andata.
Mentre aspettavo che Daniele tornasse, tremavo dall’emozione! E anche Theo tremava, forse percepiva qualcosa di diverso nell’aria. Quando Daniele è entrato, ha subito intuito che c’era qualcosa di speciale stava per accadere. Non aveva letto il messaggio al collo di Theo da lontano, ma vedendolo lì con un cartello legato a mo’ di collare e me, visibilmente emozionata, ha capito tutto in un istante. Non ci sono voluti più di pochi secondi perché realizzasse che stavamo aspettando un bambino.
Quello è stato davvero uno dei momenti più magici della mia vita, che porterò nel cuore per sempre. Io e mio marito non ci siamo detti praticamente nulla, ci siamo semplicemente abbracciati per quello che mi è sembrato un tempo infinito. Piangevamo, ridevamo, e in quell’abbraccio erano racchiuse tutte le parole che in quel momento non riuscivamo a pronunciare. Ripensandoci, mi vengono i brividi e un’emozione forte, come se stessi rivivendo quel momento. Non lo dimenticherò mai, né le emozioni che mi hanno travolta in quell’istante.
Dopo quel lungo abbraccio, abbiamo iniziato finalmente a parlare. Gli ho raccontato tutto: come avevo comprato il test la mattina stessa, come l’avevo fatto al lavoro, e la mia incredulità quando ho realizzato di essere incinta. Mi ha chiesto chi altro lo sapesse e gli ho risposto che l’avevo detto solo alla mia collega e alla mia migliore amica. A quel punto, Daniele è entrato subito in modalità “azione”, chiedendomi: «Che dobbiamo fare? Andiamo all’ospedale? Chi dobbiamo chiamare?» Una serie di domande che riflettevano un po’ la stessa confusione che avevo avuto io al mattino, quando ero corsa su Google a cercare cosa fare.
E così è continuata la nostra serata. Parlare, ridere, e sognare ad occhi aperti di quello che sarebbe successo. La felicità era nell’aria, tangibile, come se ci fossero scintille che illuminavano la stanza. Non riesco a descrivere pienamente quanto fosse speciale quel momento: era puro amore, speranza e felicità, tutto insieme.
Ansia e attacchi di panico dopo la scoperta della gravidanza
Sapete che il motivo per cui ho creato il progetto Una Mamma Consapevole è proprio quello di raccontare con trasparenza e autenticità il mio percorso, inclusi gli stati d’animo che mi hanno più segnata, sia positivi che negativi. E fino a questo momento, sono sempre stata sincera con voi, mostrandomi vulnerabile e raccontandovi di tutte quelle volte in cui mi sono sentita male, inadeguata, sbagliata, anche quando non avrei dovuto sentirmi così. E oggi, voglio aprirmi ancora di più, perché quello che ho vissuto nei giorni successivi alla scoperta della gravidanza è stato davvero difficile.
Non so se sono stati gli ormoni o se è semplicemente il mio modo di reagire, ma, passata l’euforia iniziale del test positivo, mi sono sentita sopraffatta da una serie di emozioni molto pesanti. E per “molto male” intendo che piangevo tanto, mi sentivo persa, come se questa cosa fosse troppo grande per me. Avevo paura di non farcela, di non essere all’altezza del ruolo di mamma, mi domandavo se avremmo davvero potuto affrontare questo cambiamento. Questi pensieri non erano affatto razionali. L’ansia ha preso il sopravvento e mi trovavo a pensare cose che prima non avevo mai immaginato.
Mi dicevo che non volevo rinunciare alla mia vita, alla mia carriera, che avevo paura di mettere a rischio il rapporto con mio marito, e che non sarei stata capace di prendermi cura di questa nuova creatura nel modo giusto. Il pensiero più forte era che non fosse il momento giusto, ed è assurdo, considerando che abbiamo desiderato questa gravidanza per così tanto tempo. Ma in quei momenti, la paura dominava la mia mente.
Vi parlo con il cuore in mano, è stato straziante. Dopo anni passati a desiderare questo momento, mai avrei immaginato che le prime settimane della mia gravidanza le avrei vissute così, con paura e, a tratti, il desiderio di non voler essere più incinta. L’ansia era talmente forte che mi faceva sentire bloccata, con attacchi di panico che non mi facevano respirare. Durante il giorno, il lavoro mi distraeva un po’, ma quel nodo allo stomaco non mi abbandonava mai.
Inizialmente, non riuscivo a condividere tutto con mio marito, ma dopo qualche giorno lui ha capito che qualcosa non andava. Quando finalmente mi sono confidata, sono stata sincera con lui su tutto ciò che mi passava per la testa. Lui era felicissimo, si vedeva nei suoi occhi, nei suoi sorrisi, e io avrei voluto essere lì, con lui, a camminare sulle nuvole di felicità. Ma non riuscivo, e questo mi spezzava il cuore.
Ricordo ancora quanto mi sentivo persa e confusa. Pensavo che quello non era il momento giusto per avere un bambino, che avremmo potuto riprovarci più avanti. Quei pensieri mi tormentavano, e sono stati giorni davvero difficili da superare.
Un altro aspetto difficile che ho vissuto è stata la sensazione di colpa nei confronti del bambino che portavo in grembo. Soprattutto nei momenti in cui mi sentivo sopraffatta da ansia e dubbi, ho avvertito un grandissimo senso di colpa. Mi preoccupavo di non provare quell’amore incondizionato verso il mio bimbo, che pensavo avrei dovuto sentire immediatamente. Oggi, so che non è così; molte mamme iniziano a innamorarsi del loro bimbo solo alla fine del primo trimestre, nel secondo, o addirittura dopo il parto. Può capitare di non stabilire un legame forte e immediato. Ma, all’epoca, mi sentivo molto in colpa perché credevo di dovesse essere così. È una sensazione difficile da affrontare, ma è importante sapere che non sei sola e che è perfettamente normale.
Come ho superato la paura dopo aver scoperto della gravidanza
Questa fase di ansia e paura è durata all’incirca un mese, forse un po’ di più, circa sei settimane. È stato verso Natale che ho iniziato a sentirmi davvero meglio, ad accettare il cambiamento e ad innamorarmi del mio bimbo. Proprio a Natale abbiamo deciso di raccontare la bella notizia alle famiglie, aspettando la Vigilia per condividerla con genitori, fratelli, zii e cugini. Quei momenti sono stati incredibili e vedere la loro gioia è stato un regalo inaspettato.
Ciò che ha aiutato molto è stato avere quelle settimane in cui solo io e mio marito sapevamo della gravidanza. Vivendo all’estero, lontani dalle nostre famiglie, è stato più semplice mantenere la notizia per noi. Questo ci ha permesso di metabolizzare tutto con calma, senza la pressione di dover affrontare immediatamente le reazioni altrui. Non avrei voluto raccontare alla mia famiglia o ai nostri amici stretti in quel momento che stavo male per la scoperta della gravidanza, perché ciò mi avrebbe fatto sentire ancora più inadeguata e sbagliata. Avere quel tempo solo per noi è stato fondamentale, proprio per la bellezza di vivere quell’esperienza in maniera intima, senza distrazioni.
In quel momento, non avevo idea che le emozioni che stavo provando potessero essere normali. Non sapevo che molte altre donne affrontano sensazioni simili subito dopo aver scoperto di essere incinte, nei giorni e nelle settimane seguenti. Oggi, però, lo so. Spero sinceramente che, se stai cercando una gravidanza, questo non ti accadrà. Ma se invece dovesse succedere anche a te, ti abbraccio forte in anticipo, perché so quanto può essere difficile.
Ho scoperto che non ero sola nel sentirmi così solo dopo la scoperta della gravidanza, perché avevo condiviso sui miei social il mio stato d’animo. Anche se non ne ho parlato in maniera così dettagliata come faccio ora, ho raccontato quanto fosse stato difficile per me. In risposta, ho ricevuto tantissimi messaggi privati da donne che mi dicevano: “Anche per me è stato esattamente così”. Questo mi ha confermato una cosa che dico sempre: condividere per non sentirsi mai sole. Mi ha anche dato la certezza che sto facendo qualcosa di giusto, di importante. Se posso aiutare anche solo una, cinque o dieci mamme, per me è già un enorme successo.
Con questo episodio, volevo raccontare sia la felicità immensa che ho provato quel 12 dicembre, quando ho scoperto di essere incinta e l’ho condiviso con la mia migliore amica e mio marito, sia la disperazione che ho vissuto nelle settimane seguenti. Tanto il 12 dicembre è stata una giornata meravigliosa, quanto le settimane successive sono state tremende. Onestamente, non ero ancora riuscita a elaborare completamente la notizia e avevo proprio bisogno di quel tempo per farlo, per interiorizzare tutto.
Come affrontare al meglio la scoperta della gravidanza
Sono sicura che, qualora tu debba sentirti come mi sono sentita io quando ho scoperto della gravidanza, questo consigli ti saranno sicuramente utili.
Prenditi del tempo
Quando scopri di essere incinta, è normale sentirsi travolti da un vortice di emozioni, sia positive che negative. Prendersi del tempo per elaborare questa notizia è essenziale. Non devi sentirti obbligata a condividere subito la notizia con tutti, puoi viverla prima in modo intimo, riservandoti lo spazio necessario per interiorizzare quello che sta accadendo. Questo momento è tuo, personale e unico. Non avere fretta di fare annunci o di rispondere alle aspettative degli altri: prima prenditi cura di te stessa e di quello che senti. Questo ti permetterà di accogliere la nuova realtà con maggiore consapevolezza e serenità.
Non sentirti sbagliata
È facile cadere nella trappola di pensare che le tue emozioni non siano “giuste” o che dovresti sentirti solo ed esclusivamente felice per la gravidanza. Ma non è così. Ogni persona vive la scoperta di una gravidanza in modo diverso, e le emozioni possono essere complesse e contrastanti. Sentirsi ansiosa, spaventata o sopraffatta non significa essere sbagliata. Il cambiamento che stai per affrontare è grande e, anche se tanto desiderato, può portare con sé un senso di inadeguatezza. È importante ricordare che ogni emozione ha un suo posto e un suo significato, e che non c’è un modo “perfetto” di vivere questi momenti.
È normale sentirsi sopraffatta
La gravidanza, soprattutto nei primi tempi, può sembrare un evento enorme e difficilmente gestibile. Anche se è una delle esperienze più naturali e comuni al mondo, può comunque far emergere paure e dubbi. Sentirsi sopraffatta non è solo normale, è praticamente inevitabile. La tua vita sta per cambiare in modo irreversibile, e questo può creare un senso di smarrimento. Le responsabilità future, il cambiamento del corpo, l’incertezza su cosa accadrà: tutto può sembrare spaventoso. Ricorda che non sei sola in questo. Mille altre donne hanno provato le stesse cose, e condividere le tue paure può alleggerirne il peso.
Condividi i tuoi pensieri e paure
Tenere dentro di te le emozioni negative non farà altro che alimentarle. Condividere ciò che provi, che sia con il tuo partner, una persona di fiducia o una professionista come una psicoterapeuta, può essere liberatorio. Parlare apertamente delle tue paure e dei tuoi dubbi ti permetterà di affrontarli in modo più consapevole, e spesso, solo il fatto di dirli ad alta voce può ridurne l’intensità. Condividere i tuoi pensieri ti aiuta anche a capire che non sei sola e che quello che provi è normale. Il supporto di chi ti vuole bene può farti sentire più forte, più sicura e, soprattutto, più compresa in questo percorso complesso ma meraviglioso.
Conclusione
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
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