Ciao, Mamma Consapevole! Eccomi, munita del mio Diario della Gravidanza, a raccontarti di sei cose che ho fatto durante il terzo trimestre di gravidanza per prepararmi al meglio al parto, che si sono rivelate preziose sia per il mio benessere fisico che mentale. Iniziamo!
Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di cosa ho incluso nel mio piano parto.
Prepararsi al parto
Ogni gravidanza è diversa, ma una cosa che mi sento di dire con certezza è che prepararsi al parto — fisicamente, mentalmente, emotivamente — può fare una grande differenza.
Non per avere il controllo su tutto (impossibile!), ma per arrivarci più consapevoli, più presenti, più fiduciose.
Ecco sei cose che ho fatto io per accompagnarmi con gentilezza verso quel momento.
1. La piscina
Della piscina vi ho già parlato, ma non potevo non includerla tra le cose che mi hanno aiutata davvero a prepararmi al parto.
Oltre a offrirmi un sollievo incredibile dal mal di schiena, si era trasformata in un vero e proprio momento di meditazione.
Quando ero in acqua, mi sentivo completamente presente, riuscivo a lasciare andare pensieri e preoccupazioni, e semplicemente stare.
Era come una pausa rigenerante per il corpo e per la mente, e anche se non frequentavo corsi specifici, bastava nuotare lentamente, respirare, ascoltarmi.
Un piccolo rituale che mi faceva sentire bene, più leggera e più centrata.
Un’esperienza che consiglierei a tutte le future mamme.
2. La palla da yoga
Un altro strumento che si è rivelato utilissimo nelle ultime settimane di gravidanza è stata la palla da yoga.
L’ho acquistata a poco prezzo su Vinted, e devo dire che è diventata una compagna insostituibile. In quel periodo lavoravo da casa perché viaggiare era diventato troppo faticoso, ma stare seduta per ore su una sedia normale mi creava molti fastidi.
Con la palla da yoga, invece, potevo lavorare, guardare la TV, leggere… ma anche fare esercizi dolci per il bacino e la mobilità muscolare. È stata comodissima e davvero versatile!
Ho scoperto anche che molleggiare sulla palla può essere utile per calmare il bambino dopo la nascita.
Si dice che i neonati riconoscano quei movimenti e si tranquillizzino più facilmente. Non so se sia davvero così, ma è sicuramente un’immagine dolce e interessante, che mi è rimasta impressa.
Durante il travaglio, l’ho usata ancora… ma di questo vi parlerò meglio più avanti.
È stato un acquisto semplice, ma di grande valore, e mi ha accompagnata in modo pratico e confortevole nel mio cammino verso il parto.
Quella che ho usato io la trovi qui.
3. Le affermazioni positive
Durante il terzo trimestre, ho dedicato del tempo alle affermazioni positive.So che non è una pratica per tutti, ma io ne sono sempre stata una grande fan. Ripetere ogni giorno frasi incoraggianti e piene di fiducia è diventato un piccolo rituale fondamentale per me.
Mi aiutava a ricordare al mio corpo che era pronto e capace di affrontare il parto, e che ogni passo che facevo mi avvicinava sempre di più al momento in cui avrei finalmente incontrato mio figlio.Queste parole mi hanno accompagnata anche fino al travaglio, come un filo sottile ma resistente che mi teneva ancorata alla calma, alla fiducia, alla presenza.
Posso dire con certezza che mi sono state estremamente utili per mantenere la serenità e rafforzare quella fiducia interiore che, in certi momenti, tende a vacillare.Un gesto semplice, ma potente.
4. Il tè con foglie di lampone
Una delle cose che ho fatto — molto comune qui a Londra — è stata iniziare a bere il tè alle foglie di lampone rosso.
Si dice che possa aiutare ad ammorbidire la cervice e preparare il corpo al parto, ma viene generalmente consigliato solo a partire dalla 37ª settimana di gravidanza.
Molte donne affermano di aver avuto parti più rapidi grazie a questo tè.
Personalmente non ho notato grandi differenze, ma devo dire che mi piaceva molto il sapore.
Era estate, quindi lo bevevo spesso anche freddo, e lo trovavo rinfrescante e piacevole.
Anche se non posso confermare i suoi effetti sul travaglio, è stato comunque un piccolo rituale tutto mio, che mi ha aiutata a prepararmi mentalmente e a entrare, giorno dopo giorno, sempre più nel ritmo dell’attesa.
5. Esercizi per il pavimento pelvico
Un’altra pratica che ho adottato, seguendo il consiglio della mia ostetrica, sono stati gli esercizi per il pavimento pelvico.
Avevo iniziato a farli già durante il secondo trimestre, ma in modo un po’ sporadico. Nel terzo trimestre, invece, sono diventati una parte integrante della mia routine quotidiana.
Li praticavo ogni giorno, anche più volte, aiutata da un’app che mi inviava promemoria e mi guidava passo passo negli esercizi. Anche se possono sembrare semplici, richiedono impegno e costanza. Li consiglio vivamente a tutte le donne, non solo durante la gravidanza.
Rafforzano i muscoli del pavimento pelvico, aiutano durante il travaglio e sono fondamentali per il recupero post-parto. E la cosa bella è che si possono fare ovunque: sedute, in piedi o sdraiate, senza che nessuno se ne accorga.
Ancora oggi, dopo il parto, continuo a farli, e sono convinta che abbiano avuto un impatto molto positivo sia durante il parto che nel mio recupero. È una piccola abitudine che, nel tempo, fa davvero una grande differenza.
6. Il massaggio perineale
Sempre collegato al tema del pavimento pelvico, una pratica che mi è stata consigliata dalla mia ostetrica è stato il massaggio perineale.
Prima di raccontarti la mia esperienza, ci tengo a precisare che ciò che condivido qui si basa esclusivamente sul mio percorso personale, seguito attraverso il Sistema Sanitario Nazionale Inglese. Ogni donna dovrebbe sempre fare riferimento ai consigli del proprio medico, ginecologo o ostetrica di fiducia, e non basarsi unicamente su informazioni trovate online — incluse le mie.
Il massaggio perineale viene spesso raccomandato per ridurre il rischio di lacerazioni durante il parto. Nel mio caso, posso dire che non ho avuto lacerazioni spontanee (anche se approfondiremo il parto nel prossimo episodio).
È una pratica che richiede pazienza e costanza. All’inizio l’ho trovata piuttosto fastidiosa, quasi dolorosa, ma con il tempo è diventata più gestibile.
L’importante, per me, è stato affrontarla con calma: essere rilassata, concentrarmi sulla respirazione, e concedermi il tempo necessario, senza fretta e senza aspettative rigide.
Questo tipo di massaggio aiuta il corpo ad abituarsi alla sensazione di pressione intensa che si prova durante il parto, e contribuisce a rendere il perineo più elastico e preparato.
È stata una delle ultime cose che ho introdotto nella mia routine di preparazione, e la consiglio solo se supportata dalle indicazioni di uno specialista di fiducia.
Ogni corpo è unico, e quello che funziona per una persona potrebbe non essere adatto a un’altra. Ascoltare i consigli del proprio team medico resta sempre la scelta migliore.
Conclusione
Queste sei pratiche non sono state la “ricetta perfetta” per prepararmi al parto, ma sono state le mie alleate. Ognuna, a modo suo, mi ha aiutata a sentirmi più presente, più preparata, più fiduciosa.
Non sempre è stato facile trovare il tempo o la motivazione, ma anche solo provare a dedicarmi dei momenti di ascolto e cura ha avuto un impatto profondo su come ho vissuto le ultime settimane prima di incontrare Noah.
Non tutte queste cose saranno adatte a tutte — e va benissimo così.
Ma spero che questo racconto possa inspirarti a trovare le tue, quelle che ti fanno sentire bene, che ti accompagnano, che ti fanno sentire un po’ più pronta… anche solo per oggi.
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
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