La stanzetta minimal di Noah

La stanzetta minimal di Noah

Ciao, Mamma Consapevole! In questo articolo ti racconto della stanzetta di Noah, di come l’abbiamo arredata e delle scelte che abbiamo fatto per lui, mantenendo sempre un’impronta minimale ed essenziale.

Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di come sia possibile adottare un approccio minimalista, anche con dei bambini in famiglia.


Quando abbiamo pensato alla cameretta di Noah, ci siamo lasciati guidare da due approcci che sentiamo molto nostri: il minimalismo e l’ispirazione montessoriana.

Da un lato, volevamo uno spazio essenziale e funzionale, in cui ci fosse solo ciò di cui aveva davvero bisogno. Pochi elementi scelti con cura, sia a livello di arredi che di giochi e abbigliamento.

Non desideravamo una stanza piena di oggetti, ma un ambiente libero, arioso, con tanto spazio per esplorare, giocare, muoversi. Uno spazio semplice da tenere in ordine e facile da vivere, sia per noi che per lui.

Dall’altro, ci siamo ispirati ad alcuni principi del metodo Montessori: tutto è alla sua altezza, accessibile, pensato per favorire la sua autonomia. I vestiti, i giochi, i libri… ogni cosa ha il suo posto, e quel posto è alla sua portata.

Perché crediamo che anche lo spazio possa educare. E che sentirsi liberi di scegliere e di esplorare, nel proprio piccolo mondo, sia un primo passo per crescere con fiducia.


Specchio montessoriano e tavolino – La prima parete

Partiamo da questa parete, che unisce funzionalità, piccoli dettagli decorativi e qualche scelta pratica fuori dagli schemi montessoriani.

Qui abbiamo tre mensole di IKEA che, lo dico subito, non considero montessoriane. Il metodo Montessori, infatti, si basa su spazi a misura di bambino, dove tutto è facilmente accessibile per lui. In questo caso, però, le mensole sono piuttosto alte rispetto all’altezza di Noah.

È stata una scelta un po’ “non ideale”, ma voluta: da un lato per motivi di spazio, dall’altro per una questione di sicurezza, perché avevo il timore che Noah potesse usarle per arrampicarsi.

Queste mensole mi servono per la rotazione dei libri: Noah ha una passione infinita per i libri e ne abbiamo tantissimi. Ogni settimana cambio i titoli su queste mensole con quelli presenti in giro per casa, così i suoi occhi si posano sempre su qualcosa di nuovo, evitando che si annoi o che perda interesse.

I libri qui in alto sono in una sorta di “stand-by”, non accessibili a lui, ma sempre pronti a tornare in circolo.

Sotto ogni mensola, abbiamo appeso una ghirlanda in feltro colorato, una per ciascuna. Ogni volta che compaiono nei miei contenuti ricevo messaggi entusiasti, e capisco perché: aggiungono colore e allegria senza appesantire l’ambiente.

Sempre su questa parete, in basso e posizionato sotto le mensole, c’è uno specchio montato alla sua altezza. È un elemento che abbiamo voluto fortemente, ispirandoci al metodo Montessori.

Poco più in là, sempre sulla stessa parete, c’è uno specchio basso, perfettamente alla sua altezza. Secondo Maria Montessori, lo specchio è uno strumento utilissimo sin dai primi mesi: durante il tummy time (il tempo trascorso a pancia in giù), i bambini possono osservare se stessi, scoprire i movimenti del loro corpo, riconoscere le espressioni. È un piccolo strumento che favorisce la curiosità, la percezione del sé e l’indipendenza, anche nei primi momenti di gioco e scoperta.

Accanto allo specchio c’è un tavolino con una sedia – entrambi IKEA – che Noah utilizza per disegnare, sfogliare libri o semplicemente per sedersi e “fare le sue cose”. È tutto pensato per essere alla sua portata, semplice, essenziale, ma stimolante.

Culla e metro – La seconda parete

Passiamo alla seconda parete, quella dove si trova la culla di Noah.

Parto dai pois adesivi sul muro, perché ogni volta che li mostro ricevo un’infinità di domande. Sono adesivi scelti in una bellissima tonalità verde acquarello che trovo delicata e mai banale. Li ho acquistati su Etsy, da uno small business che realizza decorazioni per camerette. Sono di ottima qualità, resistenti e ancora perfettamente attaccati nonostante Noah, ogni tanto, provi a toccarli con curiosità.

Sempre su questa parete, abbiamo il nome di Noah realizzato in legno, in rilievo. Anche questo l’ho preso su Etsy da un negozio artigianale. Amo sostenere i piccoli creatori, e adoro il tocco personale che dà alla stanza: semplice, ma pieno di significato.

In basso troviamo una scatola in legno con ruote, pensata per contenere il trenino e tutte le componenti della pista. Anche questa, come il trenino stesso, è di IKEA. È pratica, resistente e perfetta per raccogliere tutto velocemente. In più, è alla portata di Noah: può prenderla, spostarla, svuotarla… e soprattutto, rimettere tutto a posto.

E poi c’è la culla, protagonista silenziosa di questa parete. È un modello base di IKEA, uno dei più semplici e compatti che ci siano, e proprio per questo mi ha conquistata: design essenziale, funzionalità piena.

Abbiamo fatto due modifiche, entrambe ispirate al metodo Montessori. Nei primi mesi, abbiamo tolto un lato e abbassato il materasso al livello del pavimento. Poi, man mano che Noah cresceva, abbiamo regolato, abbiamo ri-sollevato il materasso e adattato la sponda, in modo che potesse entrare e uscire in autonomia.

So che in tanti mi chiedono se non ho paura che si faccia male. La verità è che Noah ha imparato a scendere e salire con sicurezza, rispettando i suoi tempi. Per me era importante che il lettino fosse a sua misura, che diventasse uno spazio di autonomia e non una gabbia da cui cercare di fuggire. E oggi, è proprio così che lo vive.

Infine, su questa parete abbiamo anche un metro da parete, un regalo speciale da parte di amici cari. Serve a segnare le altezze di Noah nel tempo, e mi piace pensare che diventerà uno di quei ricordi da portare con noi anche quando cambieremo casa. Un piccolo segno concreto della crescita, lenta e meravigliosa, che avviene ogni giorno sotto i nostri occhi.

La cassettiera per l'abbigliamento e i giocattoli – La terza parete

Passiamo ora alla terza parete, dedicata principalmente allo storage, ovvero allo spazio di contenimento. Qui abbiamo una struttura IKEA in perfetto stile montessoriano, che rende tutto facilmente accessibile a Noah e ci permette di tenere ben organizzati sia i suoi vestiti che i suoi giochi.

È composta da due mobili affiancati, e per noi è stata la soluzione ideale: occupa l’intera parete e sfrutta lo spazio in modo intelligente, senza appesantire l’ambiente.

Il mobile di sinistra è dedicato ai suoi vestiti e a tutto il necessario per il cambio pannolino.

Quello di destra, invece, è pensato per i suoi giocattoli. Mi piace molto il fatto che, aprendo i cassetti, Noah possa vedere subito cosa c’è dentro: sono ordinati, mai troppo pieni, e lui può scegliere in autonomia cosa prendere e cosa rimettere al proprio posto.

Qui si vede chiaramente il nostro approccio minimalista: tutti i vestiti e tutti i giochi di Noah sono contenuti in questa struttura. A parte i libri, che teniamo nella libreria in salotto, non abbiamo altro di suo in casa.

Per me è importante sapere che tutto ha il suo spazio, che nulla è in eccesso, e che ogni oggetto qui dentro ha un senso, un utilizzo, un posto preciso.

Sopra alla struttura, ci sono tre cuscinoni che usiamo spesso: sono perfetti per appoggiarsi mentre giochiamo insieme a terra, o semplicemente come trasformano la struttura in una piccola panchina per sedersi.

Abbiamo anche uno specchio alto, che in realtà è più decorativo che funzionale, ma mi piace perché riflette la luce e aggiunge profondità alla stanza.

E c’è anche una pianta, perché per me ogni stanza, anche quella di un bambino, merita un tocco di verde. Le piante portano freschezza, vita, e rendono ogni ambiente più accogliente.

Infine, su questa parete c’è l’unico peluche che abbiamo per Noah: un leoncino molto speciale.

Non sono una grande fan dei peluche perché tendono ad accumulare polvere, ma questo ha un valore affettivo profondo. È stato realizzato con le sue tutine e vestitini da neonato, cuciti insieme da un piccolo business trovato su Etsy.

Ci è voluto del tempo – circa sei mesi – ma quando è arrivato, è stato emozionante.

Noah è nato ad agosto, ed è del Leone: così questo leoncino è diventato il suo simbolo, il suo compagno speciale, un ricordo che porteremo con noi per sempre.

Stampe e varie – La quarta parete

Arriviamo all’ultima parete, quella più decorativa, dove abbiamo lasciato spazio all’immaginazione, alla dolcezza e a piccoli dettagli che parlano di Noah.

Abbiamo scelto delle stampe a tema safari e animali, tutte in toni delicati e con uno stile che fosse allegro ma non troppo infantile.

Ci sono le stampe con le affermazioni positive abbinate ad animaletti simpatici, una con l’iniziale di Noah e i suoi dettagli di nascita, e una bellissima con l’alfabeto, in cui ogni lettera è associata a un animale.

Sotto le cornici (anch'esse di IKEA) abbiamo appeso di nuovo le ghirlande in feltro colorato, le stesse che si trovano sulla prima parete: danno continuità all’ambiente e aggiungono quel tocco di allegria e vivacità che rende la stanza accogliente e vissuta.

Su questa parete c’è anche un oggetto speciale per noi: il proiettore di stelle. Non era nato per essere appeso al muro, ma l’ho adattato e fissato lì, e da oltre un anno ci accompagna nei momenti dell’addormentamento. Funziona perfettamente e ha il potere magico di trasformare la stanza in un cielo stellato, ogni sera.

In basso, abbiamo una piccola libreria montessoriana, anche questa di IKEA. È comoda, pratica e pensata per essere accessibile a Noah. Anche se la maggior parte dei libri si trova nel salotto, qui ne teniamo una piccola selezione, che ruoto regolarmente per mantenere vivo l’interesse.

Questa parete, più delle altre, è quella in cui abbiamo lasciato spazio alla fantasia, all’identità di Noah e alla voglia di rendere questo spazio veramente suo.


Conclusione

Abbiamo creato questa cameretta per Noah quando aveva circa 10 mesi. Oggi ha quasi due anni, e a parte l’aggiunta del tavolino (che prima non c’era), è rimasta praticamente la stessa.

Quando Noah era neonato, in realtà questa era ancora la stanza degli ospiti: c’era un letto, e ha accolto mia mamma quando è venuta a darmi una mano nel postparto.

Te lo racconto perché so bene quanto spesso ci si senta in dovere di preparare tutto subito, ma la verità è che un neonato non ha bisogno di una cameretta perfetta. Ha bisogno di braccia, presenza, tempo condiviso.

La stanza è arrivata quando davvero ci serviva. Intorno ai 10 mesi abbiamo creato quello che oggi è lo spazio di Noah: una cameretta semplice, essenziale, organizzata per accompagnarlo nel suo quotidiano.

Per mesi ha continuato a dormire nella nostra stanza, fino a circa 18 mesi. E solo da allora ha iniziato a dormire qui.

Una volta, quando ero incinta, qualcuno mi disse che avremmo dovuto cambiare casa, perché questa era “troppo piccola per crescere un bambino”.

Non l’abbiamo fatto. E oggi posso dire con certezza che questa casa va benissimo, e che anche la cameretta di Noah va benissimo così com’è.

È piccola, sì, ma è pensata con cura, con amore, e con attenzione alle nostre esigenze reali. È uno spazio che funziona, che lo accoglie, che cresce con lui.

Non ci passiamo dentro tutta la giornata, e va bene così. Qui facciamo la routine della nanna, il cambio, ci vestiamo, leggiamo qualche libro. Poi, spesso, andiamo in salotto a giocare tutti insieme.

I suoi giochi tornano in camera solo alla fine della giornata, con calma, quando si riordina tutto. Nessuna corsa alla perfezione, solo equilibrio e intenzione.

Perché alla fine, la cameretta – come ogni cosa nella maternità – non deve essere perfetta, deve essere giusta per voi. E quella giusta è spesso molto più semplice di quanto ci raccontino.

Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.

Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!

Se questo articolo ti è piaciuto e ti ha fatto riflettere, mi farebbe piacere sapere la tua opinione! Puoi seguirmi su Instagram e condividere la tua riflessione con un commento o un messaggio privato. Il confronto tra mamme è sempre prezioso, non vedo l’ora di leggere cosa ne pensi!

Unisciti alla community di mamme consapevoli

Una mail, il primo di ogni mese. Per essere tra le prime a scoprire novità, nuovi prodotti, sconti e contenuti pensati per accompagnarti nella maternità… con calma, insieme.

Quando la casa dorme – 100 domande per una maternità consapevole

Acquista ora

Calendario di famiglia per un anno consapevole

Acquista ora