Ciao, Mamma Consapevole! Eccomi, munita del mio Diario della Gravidanza, a raccontarti del terzo trimestre di gravidanza, che va dalla 28esima settimana alle 40esima. Ho suddiviso gli argomenti in aspetto fisico, salute mentale, cose pratiche, consigli per gli acquisti e consigli di lettura. Iniziamo!
Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di come ho vissuto il secondo trimestre della mia gravidanza.
L’aspetto fisico durante il terzo trimestre
L’esplosione della pancia
Il terzo trimestre, almeno per me, è stato il momento in cui il mio corpo ha mostrato con più evidenza tutti i cambiamenti della gravidanza. La pancia è cresciuta in fretta, quasi a vista d’occhio, fino a “esplodere” nel vero senso della parola — e questo cambiamento così rapido ha portato con sé una serie di fastidi che hanno reso più complicate molte attività quotidiane.
Andare in bagno
Azioni semplici come alzarmi dal letto, sedermi o anche solo camminare erano diventate una piccola impresa. E poi c’era il bisogno costante di andare in bagno: avevo la sensazione di fare pipì mille volte al giorno, e di notte mi svegliavo di continuo per le solite soste obbligate.
Il sonno
Anche il sonno è cambiato molto in questo periodo. Non solo per via delle continue sveglie notturne, ma anche perché trovare una posizione comoda per dormire era diventato quasi impossibile. Ogni sera era una piccola sfida, e il riposo non era mai davvero profondo.
Mal di schiena
Con la crescita della pancia è arrivato anche il mal di schiena, costante e fastidioso. A un certo punto ho dovuto rallentare le camminate, che fino ad allora erano state parte della mia routine quotidiana. È stato proprio in quel momento che ho deciso di provare qualcosa di nuovo: la piscina.
Andare in piscina è stata una delle migliori decisioni del terzo trimestre. La sensazione di leggerezza nell’acqua è difficile da spiegare. Ricordo perfettamente la prima volta che ci sono entrata: camminavo lentamente verso l’acqua più alta, e più mi immergevo, più sentivo il mio corpo alleggerirsi. Fino a quel momento non mi ero resa conto di quanto pesasse quella pancia. Quando finalmente non ho più sentito pressione sul mio corpo, mi sono commossa. Era la prima volta da settimane che mi sentivo davvero libera.
Non facevo grandi esercizi: nuotavo piano, senza fretta, seguendo il mio respiro. E già dalla prima sessione ho sentito un sollievo incredibile. Il mal di schiena è scomparso, e mi sentivo più rilassata, più connessa a me stessa, più in sintonia con il mio corpo.
Se sei nel terzo trimestre e ne hai la possibilità, ti consiglio davvero di provare il nuoto o semplicemente di passare del tempo in acqua. È un vero toccasana.
Le smagliature
Per quanto riguarda le smagliature, posso dire di essere stata fortunata: non ne ho avute. Non so se è stata solo questione di genetica, o se ha influito anche il fatto che dalla fine del secondo trimestre ho usato ogni giorno l’olio di mandorle sulla pancia e su tutto il corpo. In ogni caso, è diventata una vera e propria coccola quotidiana: un momento per me, in cui ricordarmi di prendermi cura del mio corpo mentre si trasformava per accogliere il mio bambino.
Salute mentale durante il terzo trimestre
La pace dei sensi
Nel terzo trimestre ho raggiunto quella che posso definire come una vera e propria pace dei sensi. Prima della gravidanza, avevo sempre avuto una paura profonda del parto. Era un timore radicato, qualcosa che mi portavo dentro fin da ragazzina e che, per molto tempo, mi è sembrato impossibile da superare.
Eppure, durante la gravidanza, quella paura ha iniziato lentamente a dissolversi. E nel terzo trimestre… è sparita completamente.
Credo che il cambiamento sia stato il frutto naturale di tutte le letture che avevo fatto, delle storie di altre donne che avevo ascoltato, delle esperienze positive e piene di forza che avevano condiviso. Tutto questo mi ha regalato una nuova consapevolezza: ho iniziato a vedere il parto come un processo naturale, qualcosa per cui il mio corpo era realmente progettato.
Continuavo a ripetermi:
- “Il mio corpo sa come partorire.”
- “Io sono capace di farlo.”
- “Alla fine di tutto, avrò mio figlio tra le braccia.”
Questi pensieri, uniti alla fiducia che avevo costruito in me stessa, mi hanno permesso di vivere il terzo trimestre con serenità. Anzi, ero quasi impaziente di affrontare il parto. Non lo vedevo più come una battaglia da vincere, ma come una collaborazione con il mio corpo, un passaggio naturaleverso l’incontro con mio figlio.
E, spoiler: anche se il mio parto non è andato esattamente come lo avevo immaginato, conservo comunque un ricordo profondamente positivo di quel giorno. Ma di questo vi parlerò meglio più avanti.
Giorni veloci
Sempre a livello mentale, una cosa che mi ha sorpresa è quanto velocemente sia passato il terzo trimestre. Se nei primi tre mesi i giorni sembravano non finire mai, e nel secondo trimestre tutto procedeva a un ritmo più equilibrato, nel terzo ho avuto la sensazione che il tempo volasse.
Credo che un ruolo importante lo abbia avuto il fatto che ho continuato a lavorare fino alla fine della gravidanza. E non era un periodo qualsiasi: il mio obiettivo principale era trovare una sostituta che potesse coprire il mio ruolo durante l’anno di maternità. Questo ha significato selezionare con attenzione la persona giusta e poi dedicare tempo e cura a formarla, trasmettendole tutto ciò che serviva per svolgere al meglio il mio lavoro.
Essere così concentrata, mentalmente impegnata e coinvolta mi ha aiutata a vivere quel periodo con una certa leggerezza. Credo davvero che questa combinazione di presenza, fiducia e occupazione mentale abbia contribuito alla mia serenità generale… e anche alla sensazione che il tempo scorresse molto più in fretta di quanto mi aspettassi.
Cose pratiche durante il terzo trimestre
Il terzo trimestre non è stato solo un tempo di attesa e preparazione emotiva, ma anche di azioni pratiche e scelte concrete che mi hanno aiutata ad arrivare al parto con maggiore consapevolezza e serenità.
In questa fase finale, ci sono tanti piccoli passaggi – appuntamenti, decisioni mediche, gesti quotidiani – che segnano il ritmo delle settimane e ti avvicinano sempre di più all’incontro con il tuo bambino.
Oltre a ciò che ti racconto qui sotto, ti invito a leggere anche questo articolo in cui ho raccolto le sei cose che ho fatto per prepararmi al parto, che mi hanno aiutata a prendermi cura del mio benessere fisico e mentale.
L’ultima ecografia
Nel terzo trimestre arriva anche il momento dell’ultima ecografia, quella delle 32 settimane. Devo dire che, rispetto alla morfologica, è stata un’esperienza meno emozionante per me. A quel punto, il bambino è già molto grande e ha pochissimo spazio per muoversi, quindi sul monitor non si riesce più a vedere l’intero corpo, ma solo piccoli dettagli: un piedino, una manina, un profilo del viso.
È sempre bello rivedere tuo figlio, ovviamente. Ma se devo essere sincera, non ho un ricordo particolarmente intenso o significativo di quell’ecografia. Per fortuna, comunque, tutto andava bene. E alla fine, questo è ciò che conta davvero.
Gli ultimi incontri con l’ostetrica
Nel terzo trimestre, gli appuntamenti con la mia ostetrica sono diventati più frequenti. Dopo l’ultima ecografia, è arrivato un incontro importante: quello in cui abbiamo parlato di parto e allattamento. In particolare, abbiamo compilato il piano parto, un documento che qui in Inghilterra è prassi comune. Non so se sia una pratica diffusa anche in Italia, ma il piano parto serve a definire le preferenze della mamma per il giorno del parto, così che il personale possa rispettarle quanto più possibile.
Ci tenevo a raccontarti bene che cos’è un piano parto, a cosa serve, perché è importante compilarlo e cosa ho incluso nel mio. Proprio per questo ho scritto un articolo interamente dedicato a questo tema: lo trovi qui.
Un altro appuntamento che ricordo con grande piacere è stato quello della 38ª settimana. Alla fine della visita, ricordo di averle detto: “Ci vediamo al prossimo incontro,” riferendomi a quello previsto per la 40esima settimana, il termine effettivo. Lei mi guardò sorridendo e rispose: “Eh, ma chissà se ci arrivi. Magari ci vediamo in sala parto!” Quelle parole mi colpirono profondamente. Mi vennero i brividi, un mix di emozione e incredulità.
Ed effettivamente aveva ragione: a quell’incontro non ci arrivai mai, perché Noah decise di venire al mondo un po’ prima del previsto.
Ma di questo vi parlerò nel prossimo episodio.
L’estrazione del colostro
Un altro argomento importante di cui abbiamo parlato durante l’ultimo incontro con l’ostetrica è stato l’estrazione del colostro prima del parto. Mi è stato spiegato che si tratta di una pratica facoltativa, ma che può essere utile in situazioni particolari: ad esempio, se il bambino dovesse avere bisogno di terapia intensiva o se la mamma non potesse allattare subito. In questi casi, avere del colostro già raccolto può fare davvero la differenza.
Il colostro viene conservato in piccole siringhe da congelare, pronte all’uso in caso di necessità. Non vi nascondo che per me è stata una vera sfida.
Anche se oggi allatto con serenità, all’epoca non ero particolarmente a mio agio con l’idea di tirarmi il latte.
Nonostante questo, mi sono impegnata e, con un po’ di fatica, sono riuscita a raccogliere una decina di siringhette di colostro. Le abbiamo conservate nel freezer e poi portate in ospedale con noi.
È stato un piccolo gesto che mi ha dato grande tranquillità: sapere di avere quella risorsa preziosa pronta, nel caso ce ne fosse stato bisogno, mi ha fatto sentire un po’ più preparata.
Anche se non tutte si sentono di farlo, è una possibilità che vale la pena considerare, ovviamente sempre seguendo le indicazioni del proprio medico o ostetrica.
Le immunoglobuline RH
Nel terzo trimestre ho anche assunto le immunoglobuline RH tramite un’iniezione. Questo perché io ho il gruppo sanguigno RH negativo, mentre mio marito è RH positivo. In situazioni come questa, esiste la possibilità che il bambino che si sta aspettando – o che si aspetterà in una futura gravidanza – sia RH positivo.
Se una mamma è RH negativa e il bambino è RH positivo, il corpo della mamma potrebbe riconoscere il sangue del bambino come “estraneo”. In risposta, potrebbero svilupparsi degli anticorpi contro il fattore RH positivo, che andrebbero ad attaccare i globuli rossi del bambino.
Durante la prima gravidanza, questo problema di solito non si presenta, perché il bambino nasce prima che gli anticorpi si sviluppino. Tuttavia, una volta prodotti, questi anticorpi restano nel corpo della mamma e potrebbero causare complicazioni in una gravidanza successiva, nel caso in cui il bambino sia ancora RH positivo.
Per prevenire questa eventualità, vengono somministrate le immunoglobuline RH: un farmaco che impedisce all’organismo di produrre gli anticorpi. In questo modo si possono evitare i problemi legati all’incompatibilità tra mamma e bambino.
Ho accettato di buon grado di fare questa iniezione, consapevole dell’importanza di prevenire possibili complicazioni, sia in questa gravidanza che in quelle future.
È stata una decisione semplice, che mi ha dato molta tranquillità, sapendo di aver fatto tutto il possibile per proteggere la salute del mio bambino.
La borsa per il parto
Una delle cose che ho fatto nelle ultime settimane del terzo trimestre è stata, ovviamente, la preparazione della borsa per il parto.
Ho però sentito il bisogno di creare un articolo a parte dedicato solo a questo tema, per poterti raccontare tutto in modo più specifico e preciso possibile. Lo trovi qui.
Consigli per gli acquisti per il terzo trimestre
Devo dire, con molto orgoglio, che sono riuscita a rimanere fedele al mio obiettivo di mantenere un approccio quanto più minimalista possibile, sia durante la gravidanza che in vista dell’arrivo di Noah.
Nel terzo trimestre abbiamo acquistato solo ciò che per noi era davvero indispensabile.
Tra gli acquisti principali c’è stato il trio, che includeva navicella, seggiolino auto e passeggino (che poi avremmo utilizzato più avanti).
Per Noah abbiamo scelto di limitarci all’essenziale:
- Abbigliamento: body, tutine, pigiamini, calzette. Noah è nato ad agosto, quindi ci siamo concentrati su capi estivi, aggiungendo qualcosa di più autunnale, visto che viviamo a Londra.
- Bagnetto: il necessario per l’igiene, come bagnoschiuma e una spazzolina.
- Cambio: pannolini e salviettine.
Abbiamo ricevuto in regalo tantissime copertine, quindi non ne abbiamo comprate, così come lenzuolini per la carrozzina.
Avevo deciso di allattare esclusivamente al seno, quindi non ho acquistato nulla per l’allattamento.
Tra gli acquisti per la casa, abbiamo preso un cassettone che fungeva anche da fasciatoio, con un materassino morbido sopra, per avere un’area comoda dedicata al cambio.
Per me, invece, ho scelto di affittare un dispositivo TENS, che ho portato con me nella borsa per il parto. È un piccolo apparecchio con elettrodi da applicare sulla schiena, che emette leggere stimolazioni elettriche per alleviare il dolore durante le contrazioni. Non ne conoscevo l’esistenza prima del corso pre-parto, ma sono stata contenta di averlo provato. Dopo il parto l’ho restituito, come previsto. Ti parlerò meglio della mia esperienza con il TENS nel prossimo episodio dedicato al parto, ma posso già dire che mi ha aiutata nella gestione delle contrazioni.
Qui trovi il link alla mia vetrina Amazon, dove ho raccolto alcuni dei prodotti che abbiamo scelto, se può esserti utile.
Come ripeto sempre, abbiamo deciso di concentrarci sullo stretto necessario, acquistando solo ciò che realmente pensavamo di utilizzare.
Questo approccio ci ha permesso di goderci l’arrivo di Noah con più leggerezza, senza sentirci sopraffatti da oggetti inutili.
Consigli di lettura per il terzo trimestre
Durante i nove mesi della mia gravidanza ho letto tantissimi libri. Ecco la lista completa. Ma, se dovessi sceglierne tre da consigliarti se sei nel terzo trimestre, ti direi:
- Travaglio e parto senza paura – Mi ha aiutato a comprendere il parto in tutte le sue fasi, con un focus sulla funzione del dolore e su come alleviarlo con metodi naturali;
- Effetto microbioma – Come la nascita influenza la salute futura;
- Ascoltami – Un trattato completo sul tema della genitorialità ad alto contatto e disciplina dolce.
Conclusione
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
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