Ciao, Mamma Consapevole! Eccomi, munita del mio Diario della Gravidanza, a raccontarti del secondo trimestre di gravidanza, che va dalla 13esima settimana alle 27esima. Ho suddiviso gli argomenti in aspetto fisico, salute mentale, cose pratiche, consigli per gli acquisti e consigli di lettura. Iniziamo!
Nel caso in cui te lo fossi persa, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di come ho vissuto il primo trimestre della mia gravidanza.
L’aspetto fisico durante il secondo trimestre
La rinascita
Il secondo trimestre è stato per me un momento di vera e propria rinascita fisica, una fase che ha segnato un netto cambiamento rispetto ai primi mesi. I sintomi più fastidiosi – le nausee, il dolore al seno, e quella stanchezza cronica che sembrava infinita – sono gradualmente scomparsi, lasciando spazio a una sensazione di leggerezza e benessere.
Non solo ho recuperato le energie di prima, ma mi sembrava di possedere una forza nuova, quasi sovrumana. Mi sentivo piena di vitalità, con un’energia travolgente e una voglia incredibile di fare. Avevo finalmente l’entusiasmo e la motivazione per muovermi, organizzarmi e iniziare a prepararmi con gioia per questa nuova, straordinaria avventura.
Camminate e movimento
Durante il secondo trimestre, mi sono data un obiettivo chiaro: restare attiva e fare movimento con regolarità. Avevo letto una frase che mi ha ispirata profondamente: “Arrivare al parto senza essersi allenati è come presentarsi a una maratona senza preparazione.” Questa citazione mi ha motivata a fare del movimento una priorità nella mia routine quotidiana.
Ho iniziato a modificare le mie abitudini, cambiando ad esempio il tragitto per andare in ufficio, includendo un percorso a piedi di circa 40 minuti tra andata e ritorno. Anche durante la pausa pranzo, sia quando lavoravo da casa che in ufficio, trovavo sempre un momento per fare una lunga passeggiata. Uscivo con il cane, camminavo nel parco o semplicemente mi godevo il piacere del movimento.
Questo non solo mi ha aiutata a mantenermi in forma fisicamente, ma è stato fondamentale anche per il mio benessere mentale. Quelle camminate erano il mio momento di connessione con me stessa, un modo per rallentare, respirare e vivere la gravidanza in modo più sereno e consapevole.
Appetito e voglie
Un altro cambiamento fisico significativo nel secondo trimestre è stato l’aumento dell’appetito. Prima della gravidanza, non sono mai stata una persona con molta fame, anzi, spesso mangiavo porzioni ridotte. Durante questa fase, invece, avevo un appetito insaziabile! Persino i miei colleghi, in ufficio, erano stupiti di vedermi mangiare così spesso. Io, che di solito dividevo una pizza con mio marito, ora ne mangiavo una intera… e ne avrei voluta ancora! E la pasta? Sono passata dagli 80 grammi standard a quasi 200 grammi per porzione. È stato incredibile rendermi conto di quanta energia il mio corpo richiedesse.
E poi sono arrivate le prime voglie. Mio marito si divertiva a soddisfarle, anche improvvisando gite al supermercato a qualsiasi ora del giorno (o della sera). La mia ossessione principale? Gli Sneakers! Li desideravo più di ogni altra cosa. Al contrario, qualcosa che prima amavo e che all’improvviso non sopportavo più erano i popcorn, che trovavo incredibilmente rivoltanti.
Questi cambiamenti, seppur curiosi, mi hanno fatto sorridere e mi hanno ricordato ancora una volta quanto il corpo durante la gravidanza sia straordinario, adattandosi e comunicando i suoi bisogni in modi così unici.
La comparsa della pancia
Uno dei momenti più emozionanti del secondo trimestre è stata la tanto attesa comparsa del pancione. Nel mio caso, è arrivata abbastanza tardi, verso la fine del trimestre. All’inizio ero un po’ impaziente: non vedevo l’ora di guardarmi allo specchio e vedere quel segno visibile della vita che stava crescendo dentro di me.
Quando finalmente è successo, l’emozione è stata indescrivibile. Quella pancia rappresentava tutto: il cambiamento, l’attesa, il miracolo di una nuova vita. Con il senno di poi, però, sono contenta che sia spuntata un po’ più tardi. Una pancia meno ingombrante ha reso i movimenti quotidiani più semplici e mi ha permesso di godermi ancora un po’ di leggerezza prima che il corpo iniziasse davvero a trasformarsi.
Guardarsi allo specchio e vedere quel piccolo segno di vita è qualcosa che non dimenticherò mai. È stato come un simbolo tangibile di tutto ciò che stava per arrivare, un momento unico e speciale che porterò sempre nel cuore.
Primi movimenti
Tra i momenti più emozionanti del secondo trimestre c’è stata la prima volta in cui ho sentito Noah muoversi. È successo durante una vacanza a Tenerife, un ricordo speciale che porterò per sempre nel cuore.
All’inizio, i movimenti erano delicatissimi, quasi impercettibili, come il battito delle ali di una farfalla. Era necessario fermarsi, prendersi del tempo e concentrarsi per riuscire a percepirli. Ogni piccolo movimento, seppur sporadico, era un momento magico, un segnale dolce e rassicurante che mi ricordava che Noah era lì, con me.
Poi, con il passare delle settimane, quei movimenti delicati hanno lasciato spazio ai primi calcetti veri e propri. Ricordo perfettamente la prima volta che l’ho sentito muoversi con più decisione: è stata un’emozione unica, che mi ha fatto sorridere e mi ha riempito il cuore di gioia. Era come se Noah volesse farsi sentire sempre di più, rendendo la sua presenza ancora più tangibile.
Ogni calcetto era un promemoria meraviglioso della vita che cresceva dentro di me e ha rafforzato ulteriormente quel legame speciale tra me e il mio bambino. È difficile spiegare quanto questi momenti siano intensi e preziosi: sono ricordi che porterò sempre con me, un vero e proprio dono della maternità.
Salute mentale durante il secondo trimestre
Dall’ansia all’entusiasmo
Il secondo trimestre è stato il momento in cui l’ansia ha finalmente lasciato spazio all’entusiasmo. Era come se un grande peso fosse stato sollevato, permettendomi di respirare davvero. Quella sensazione opprimente che aveva caratterizzato i primi mesi era svanita, lasciando il posto a un’emozione nuova, luminosa. Gli ormoni, naturalmente, continuavano a farsi sentire – perché durante la gravidanza è inevitabile – ma il loro effetto su di me era cambiato.
Si manifestavano, ad esempio, con il pianto facile: mi emozionavo per qualsiasi cosa, dai piccoli gesti quotidiani a una parola gentile. Ma non era più un pianto di paura o di panico, né quello legato alle crisi emotive che avevo vissuto nei primi mesi. Era un pianto di gioia, di amore, di pura emozione. Mi sentivo finalmente libera di godermi appieno questa fase della gravidanza, con il cuore pieno di felicità.
Inoltre, nel secondo trimestre, tutto iniziava a sembrare più reale. Nei primi mesi, almeno per me, la gravidanza era stata qualcosa di molto astratto – anche perché il mio corpo non mostrava grandi cambiamenti. Ma nel secondo trimestre, con i primi segnali fisici che cominciavano a manifestarsi, mi sentivo finalmente davvero incinta.
E non solo: mi sentivo speciale. È difficile da spiegare, ma era una sensazione di profondo benessere, come se il mio corpo e il mio spirito fossero in perfetta armonia. Era quel periodo in cui le persone intorno a me cominciavano a dirmi che la gravidanza mi donava, che avevo una luce diversa negli occhi. E non lo dicevano solo gli altri: lo sentivo anch’io. Mi sentivo letteralmente risplendere.
Tanto mi ero sentita giù nel primo trimestre, quanto nel secondo mi sono sentita rinascere. Era come se una nuova vitalità scorresse dentro di me, e questa sensazione di rinascita era meravigliosa. Mi sentivo connessa, piena di energia, pronta ad accogliere questa nuova avventura.
E poi, c’era la gioia di fantasticare. Anche se, all’inizio del trimestre, non sapevamo che sarebbe stato un maschietto né che l’avremmo chiamato Noah, parlavamo sempre di lui. Fantasticavamo su come sarebbe stato: quale aspetto avrebbe avuto, quale carattere, come sarebbe stata la nostra vita con lui. Ogni pensiero era pieno di amore e aspettativa, e tutto questo contribuiva a rendere il secondo trimestre un periodo davvero magico.
"Fare il nido"
Un aspetto mentale che ha caratterizzato il mio secondo trimestre è stato il cosiddetto "nesting". In Inghilterra, questo termine è usato per descrivere quella fase della gravidanza in cui le future mamme sentono un bisogno impellente di “fare il nido”. In italiano, potremmo tradurlo come la preparazione della casa per l’arrivo del bambino. Secondo i manuali e i libri sulla gravidanza, di solito questa fase arriva all’inizio del terzo trimestre, ma per me è iniziata già all’inizio del secondo.
E non si trattava solo di una voglia di sistemare: era uno slancio viscerale, un’energia travolgente che mi spingeva a occuparmi della casa in modo quasi maniacale. Ho affrontato un decluttering incredibile, eliminando una quantità spropositata di oggetti che non usavo più. Ma non mi sono fermata lì. Non mi bastava fare le solite pulizie: tutto doveva essere perfetto. Smontavo mobili, tende, finestre e persiane, e con la spazzola più piccola pulivo centimetro per centimetro ogni angolo della moquette.
Non era una scelta razionale, ma un bisogno profondo, quasi primitivo. Sentivo di dover preparare un ambiente perfetto, ordinato e accogliente per il bambino. E anche se so benissimo che a Noah non sarebbe importato nulla della polvere sopra l’armadio o di quanto fossero lucidi i mobili, non riuscivo a fare altrimenti. Dovevo rendere tutto pronto, tutto perfetto per lui.
È stato un periodo di grande energia e determinazione, un modo per sentirmi utile e connessa con ciò che stava per arrivare. E anche se oggi mi fa sorridere ripensare a quelle pulizie così estreme, ricordo con affetto quella fase: era il mio modo di prepararmi, di prendermi cura del nostro nido e di immaginare la vita che avremmo condiviso con il nostro piccolo.
Cose pratiche durante il secondo trimestre
La seconda ecografia: la morfologica
Una delle tappe più importanti del secondo trimestre è stata la seconda ecografia, conosciuta in Italia come ecografia morfologica. È un momento cruciale, perché consente di verificare che lo sviluppo fisico del bambino stia procedendo regolarmente.
Nel nostro caso, Noah ha deciso di complicare un po’ le cose. Alla prima visita, dormiva profondamente e non c’è stato modo di svegliarlo. La dottoressa ha provato di tutto, ma alla fine ci ha chiesto di tornare qualche giorno dopo.
Alla seconda visita, Noah dormiva ancora. La dottoressa mi ha chiesto di fare qualche salto, camminare avanti e indietro per il corridoio, e persino ballare, nella speranza di smuoverlo un po’. Dopo diversi tentativi – e qualche risata per la situazione surreale – Noah si è finalmente girato, permettendo alla dottoressa di completare l’esame.
Vederlo sul monitor è stato incredibile. Se già alla prima ecografia era emozionante vederlo chiaramente, questa volta la differenza era che Noah era cresciuto: un bambino vero e proprio, più grande e con i dettagli ben definiti. Potevamo osservare le sue dita delle mani e dei piedi, i suoi movimenti e persino i piccoli gesti che faceva mentre si sgranchiva. È stato un momento magico, un ricordo che porteremo sempre nel cuore.
La morfologica non è solo un controllo medico, ma anche un’occasione per vedere quanto il bambino è cresciuto, per sentirlo più reale e per rafforzare quel legame unico che si crea durante la gravidanza. Anche con qualche piccolo imprevisto, è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.
La scoperta del sesso
Durante la morfologica, abbiamo deciso di scoprire il sesso del bambino in un modo speciale: abbiamo chiesto alla dottoressa di scriverlo su un foglietto e di sigillarlo in una busta. L’emozione e il nervosismo erano alle stelle. Io e mio marito eravamo convinti che fosse una femminuccia, tanto che fin dall’inizio della gravidanza ci rivolgevamo al pancione usando il femminile.
Arrivati a casa, è arrivato il momento tanto atteso. Ho aperto la busta e letto per prima. Presa dall’emozione, ho iniziato a ridere in modo isterico, una reazione che ha confuso mio marito. Convinto che fosse una femmina, ha preso il biglietto per leggerlo da solo e… sorpresa: era un maschietto!
Non ti nascondo che c’è stata una breve delusione iniziale. Ho pianto, mi sono presa qualche minuto per metabolizzare la notizia e per lasciar andare l’idea di una femminuccia che avevo costruito nella mia mente. Ma, quasi subito, abbiamo accolto questa sorpresa con gioia. È bastato poco per iniziare a immaginare la nostra vita con lui, con il nostro Noah.
È stato un momento intenso e ricco di emozioni contrastanti, ma alla fine è rimasto impresso nei nostri cuori come una tappa indimenticabile di questa avventura straordinaria.
Il gender reveal con le famiglie
Dopo aver scoperto il sesso del bambino, abbiamo deciso di organizzare un viaggio in Sicilia per condividere questa grande notizia con le nostre famiglie. Volevamo che anche loro potessero vivere con noi l’emozione di questa scoperta, in un momento di gioia e condivisione.
Per l’occasione, abbiamo pianificato un piccolo gender reveal, semplice ma significativo. Abbiamo organizzato un gioco con dei gratta e vinci personalizzati. Abbiamo fatto delle domande su di noi alle nostre famiglie, come “Dove siamo andati in luna di miele?” O “che giorno ci siamo sposati?”. Chi rispondeva in maniera esatta per primo poteva grattare un casellina. Dopo alcune domande e dopo che le prime caselline sono state grattate compariva poi quella con scritto “It’s a boy!”.
La rivelazione è stata accompagnata da un mix di emozioni e risate. Vedere la sorpresa e la gioia nei volti dei nostri cari ha reso il momento ancora più speciale. È stato un modo meraviglioso per coinvolgere le nostre famiglie in questa grande notizia, creando un ricordo che porteremo per sempre nel cuore.
Il secondo incontro con l’ostetrica e i successivi
Nel secondo trimestre, oltre alla seconda ecografia, abbiamo avuto diversi incontri con l’ostetrica. Dopo la seconda ecografia l’abbiamo incontrata per la seconda volta, ma poi ci sono stati altri appuntamenti, fissati ogni tot di settimane.
Questi incontri avevano lo scopo di monitorare sia la salute fisica che quella mentale della mamma, un aspetto che ho apprezzato moltissimo. Durante ogni visita, venivano verificati i risultati dell’ecografia e controllati pressione, urine, e il battito del bambino.
Un momento che ho sempre trovato particolarmente emozionante era quando l’ostetrica misurava la pancia. Lo faceva in maniera piuttosto rudimentale, usando un classico metro da sarta, proprio per accertarsi che la pancia stesse crescendo regolarmente. Era un gesto semplice, ma incredibilmente significativo. Ogni volta che la misurava, sentivo una connessione tangibile con la crescita di Noah e con il miracolo che il mio corpo stava compiendo.
Questi incontri erano un mix di controlli pratici e rassicurazione emotiva. Sapere che Noah stava crescendo bene e che tutto era nella norma mi dava una grande serenità, permettendomi di vivere il resto della gravidanza con più tranquillità e gioia.
Il vaccino per la pertosse
Durante uno di questi appuntamenti con l’ostetrica, mi è stato proposto di fare il richiamo del vaccino per l’pertosse. Questo vaccino, qui in Inghilterra, viene offerto in gravidanza per proteggere non solo la mamma, ma anche il bambino, garantendogli una copertura nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile. Ho accettato di buon grado e ho fatto il vaccino senza avere alcun tipo di effetto collaterale. È stato un piccolo gesto per garantire una protezione in più a Noah, e mi sono sentita tranquilla sapendo di aver preso quella precauzione.
Il corso preparto
Nel secondo trimestre, un’altra cosa che abbiamo fatto è stata partecipare a un corso preparto. Non si tratta di qualcosa previsto dal sistema sanitario nazionale inglese a livello pubblico, ma di un servizio privato che abbiamo deciso di pagare.
A essere sincera, io non ero molto convinta. Mi sentivo già preparata grazie alle letture che stavo facendo, e pensavo che il corso non mi avrebbe insegnato nulla di nuovo. Mio marito, invece, aveva tanta voglia di partecipare. Era desideroso di imparare, di capire bene cosa sarebbe successo durante il travaglio, il parto e anche dopo. Voleva sapere come starmi vicino nel modo giusto, come supportarmi, e aveva anche voglia di conoscere altre coppie che, come noi, erano nel secondo trimestre di gravidanza, con cui magari creare un’amicizia.
Alla fine, abbiamo deciso di prendere parte a questo corso, che si è svolto per otto settimane, una volta alla settimana per qualche ora. Guardando indietro, devo dire che un po’ mi pento di aver partecipato, perché il 99% delle cose le sapevo già grazie ai libri che avevo letto. Per mio marito, invece, è stato davvero prezioso. Gli ha dato sicurezza, gli ha permesso di sentirsi più preparato e coinvolto, e per me, alla fine, sapere che lui si sentiva pronto è stato più che sufficiente per dire che ne è valsa la pena.
Consigli per gli acquisti per il secondo trimestre
Nel secondo trimestre abbiamo iniziato a fare i primi acquisti per Noah. Consapevoli che saremmo scesi in Sicilia per il Gender Reveal e sapendo che avremmo ricevuto dei regalini per lui dalle nostre famiglie, abbiamo deciso di giocarci in anticipo e acquistare le prime cosine per il nostro bambino.
Dopo anni passati a curiosare tra gli scaffali dei vestitini per neonati, finalmente era arrivato il nostro momento. È stato emozionante scegliere le sue prime tutine, body e piccoli vestitini. Ogni capo rappresentava per noi una tappa significativa, un piccolo passo verso la realtà di diventare genitori. Ricordo quanto fosse speciale prendere in mano quelle minuscole tutine e immaginare Noah indossarle. Sono momenti che porteremo per sempre nel cuore.
Per quanto riguarda gli acquisti per me, ho continuato a non comprare nulla di particolare. Non abbiamo neanche acquistato articoli importanti per la casa o l’arrivo di Noah. La nostra attenzione si è concentrata su quei piccoli indumenti, semplici e carichi di emozione. Questo minimalismo ci ha permesso di goderci il processo senza sentirci sopraffatti, restando in linea con il nostro approccio consapevole alla preparazione di questa nuova avventura.
Consigli di lettura per il secondo trimestre
Durante i nove mesi della mia gravidanza ho letto tantissimi libri. Ecco la lista completa. Ma, se dovessi sceglierne tre da consigliarti se sei nel secondo trimestre, ti direi:
- Un dono per tutta la vita – Una guida completa all’allattamento materno che mi ha aiutata a comprendere l’importanza e le dinamiche di questo percorso;
- E se poi prende il vizio? – Un libro che sfata tanti pregiudizi culturali, aiutando a capire i veri bisogni dei bambini;
- Amore a fior di pelle – Un testo meraviglioso che sottolinea l’importanza del contatto nel primo anno di vita.
Conclusione
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
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