Ciao, Mamma Consapevole! Eccomi, munita del mio Diario della Gravidanza, a raccontarti del primo trimestre di gravidanza, che va dalla quarta settimana alle 12esima. Ho suddiviso gli argomenti in aspetto fisico, salute mentale, cose pratiche, consigli per gli acquisti e consigli di lettura. Iniziamo!
Nel caso in cui te lo fossi persa, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di come ho scoperto di essere incinta e di quanto la mia reazione sia stata diversa da ciò che mi aspettavo.
Aspetto fisico durante il primo trimestre
Durante il primo trimestre, nel mio caso, il mio corpo non ha mostrato cambiamenti particolarmente evidenti. Tuttavia, è stato in quel periodo che ho iniziato a percepire i primi segnali della gravidanza. Sintomi sottili, ma significativi, che mi hanno fatto realizzare come il mio corpo stesse già iniziando a trasformarsi e adattarsi per accogliere una nuova vita. Un processo silenzioso, ma meravigliosamente potente, che ho cercato di vivere con attenzione e consapevolezza.
Dolore al seno
Un sintomo che mi ha accompagnata costantemente, fin da prima di scoprire di essere incinta, è stato il dolore al seno. Ne avevo parlato anche nel video in cui raccontavo della scoperta della gravidanza. Era un dolore intenso, persistente, che sentivo in ogni momento: con il reggiseno, senza reggiseno, persino l’acqua della doccia mi dava fastidio. Non lo definirei un sintomo invalidante, ma di certo era molto fastidioso e impossibile da ignorare.
Nausea “mattutine”
ll secondo sintomo della gravidanza è stata la nausea. Si sente sempre parlare di nausee “mattutine”, ma quando sei tu ad aspettare un bambino, scopri che possono accompagnarti per tutto il giorno: mattina, pomeriggio, sera e notte. Nel mio caso, erano una presenza costante. Non ho mai vomitato, è vero, ma la sensazione era ugualmente debilitante. Rimedi come biscotti secchi e crackers offrivano un sollievo temporaneo, ma non erano certo risolutivi.
La situazione diventava ancora più complicata sui mezzi di trasporto, soprattutto in metropolitana (che prendevo due volte al giorno per circa 40 minuti), dove mi sentivo spesso svenire. Pallida, con la pressione bassa, quei momenti erano un vero incubo. Per fortuna, qui a Londra c’è la spilletta “Baby On Board”, pensata proprio per le future mamme. Non tutti sono così gentili da cedere il posto, ma in molte occasioni è stata la mia salvezza: potermi sedere faceva una grande differenza e mi permetteva di affrontare meglio il viaggio.
Ho anche provato i famosi braccialetti anti-nausea della farmacia, ma per me non sono stati d’aiuto. Ho capito presto che ogni esperienza è unica e che ciò che funziona per qualcuno potrebbe non fare lo stesso per un’altra persona. È un promemoria importante: ogni corpo affronta la gravidanza a modo suo, e bisogna ascoltarlo con pazienza e cura.
Sonno e mancanza di energie
Il terzo sintomo fisico che ho affrontato è stata la mancanza di energie, accompagnata da un sonno costante e travolgente.
Sapevo che fosse un aspetto comune della gravidanza, ma non mi aspettavo un livello di stanchezza così intenso. Era come se il mio corpo mi stesse chiedendo una pausa continua. Ero senza forze persino per le attività più semplici: alzarmi dal divano o dalla scrivania sembrava un’impresa, figuriamoci fare una passeggiata o andare a fare la spesa. Mi sentivo appesantita, intrappolata in una stanchezza che sembrava non avere fine, e questo mi preoccupava. Mi chiedevo come avrei fatto a gestire tutto quando il pancione sarebbe cresciuto.
Spoiler: questa fase non dura per sempre. È una caratteristica tipica del primo trimestre, quando il corpo lavora intensamente dietro le quinte per creare la base della nuova vita. Con il passare delle settimane, le energie iniziano gradualmente a tornare, e con esse anche la forza per affrontare il resto del percorso. È importante ricordare che ogni fase ha il suo ritmo e che è assolutamente normale prendersi tutto il tempo necessario per ascoltare il proprio corpo.
Salute mentale durante il primo trimestre
Ansie a paure
La parola chiave delle prime settimane della mia gravidanza è stata ansia.
Ne ho già parlato in modo più approfondito nell’episodio precedente, ma è qualcosa che ha segnato profondamente l’inizio di questo percorso. Sin dal momento in cui ho scoperto di essere incinta, ho provato una forte ansia e avuto tante crisi di pianto e attacchi di panico, ma non per le ragioni che magari ci si aspetterebbe. Non era legata alla salute del bambino o alla paura del parto, ma all’idea stessa della gravidanza e di ciò che avrebbe significato per la mia vita.
Mi chiedevo continuamente: "Sarò pronta? È davvero il momento giusto? Come cambierà la mia vita?".
L’ansia dominava ogni pensiero. Anche quando cercavo di essere positiva e di rassicurarmi, quella sensazione tornava a sabotarmi. Mi ha sorpresa tantissimo, perché la gravidanza era qualcosa che avevo desiderato intensamente. Eppure, mi trovavo a mettere tutto in discussione.
E con l’ansia, è arrivato anche il senso di colpa: verso mio marito, che voleva solo saltare di gioia ma si tratteneva per rispettare il mio stato d’animo; nei confronti del bambino, pensando di non essere la mamma che meritava, visto il modo in cui stavo accogliendo il suo arrivo; e anche nei miei riguardi, perché avevo immaginato quei primi giorni in un modo completamente diverso, e mi sembrava di aver deluso le mie aspettative.
Questa esperienza mi ha insegnato tanto sull’importanza di accogliere ogni emozione, anche quelle che non avrei mai pensato di provare. Ho capito che è normale sentirsi sopraffatti davanti a un cambiamento così grande, e che prendersi il tempo per processare tutto non significa essere meno pronti o meno adatti. È solo un altro modo per imparare a essere gentili con sé stessi.
Accettazione e gioia
Il punto di svolta, quello in cui ho iniziato a sentirmi meglio, è arrivato durante e dopo la prima ecografia, di cui vi parlerò a breve. Vedere quel piccolo cuore battere è stato un momento magico, quasi come se qualcosa dentro di me avesse fatto “clic”. È lì che ho cominciato davvero a innamorarmi di quel minuscolo essere, e pian piano la gioia ha iniziato a farsi spazio. L’ansia era ancora presente, certo, ma non dominava più ogni pensiero.
Con il senno di poi, mi rendo conto di quanto quei sentimenti di ansia e inadeguatezza fossero normali. Spesso ci sentiamo in colpa per ciò che proviamo, come se non fosse “giusto”, ma è importante ricordare che siamo umane: abbiamo i nostri limiti, le nostre debolezze, e va bene così. Non dobbiamo essere perfette.
Ed è proprio questo uno dei motivi che mi ha spinta a creare #CaraMamma: per parlare apertamente anche di quegli aspetti meno raccontati della maternità, quelli che spesso si vivono in silenzio. Ogni percorso è unico e valido, e condividere le nostre emozioni può aiutarci a sentirci meno sole e a sostenere altre mamme.
Da quel momento è iniziato anche un periodo speciale: il tempo del “fantasticare”. Io e mio marito abbiamo immaginato come sarebbe stata la nostra vita con lui, con il nostro bambino. Per scelta, però, abbiamo deciso di non comprare nulla prima delle canoniche 12 settimane. È stato un nostro modo per vivere quella fase con cautela e serenità, ma anche con il cuore pieno di sogni per ciò che ci aspettava.
Una piccola nota
Una piccola nota importante: se avete amici che aspettano un bambino e state pensando di fare loro un regalo, assicuratevi prima che per loro sia un gesto ben accolto. Vi spiego perché.
Quando ero incinta di appena sei settimane, abbiamo ricevuto due piccoli regali per Noah. Non li abbiamo accolti bene, e non perché non fossero pensati con affetto, ma perché in quel momento eravamo in una fase delicata. Io stavo ancora metabolizzando e accettando l’idea della gravidanza, un processo molto personale e intimo. Inoltre, sia io che mio marito, pur essendo ottimisti, eravamo ben consapevoli della delicatezza dei primi tre mesi, in cui tutto può succedere.
Ogni coppia vive la gravidanza in modo diverso, e ciò che può sembrare un gesto dolce e premuroso potrebbe non essere percepito come tale se arriva troppo presto. È sempre meglio chiedere prima, rispettando i loro tempi e le loro emozioni. Questo piccolo accorgimento può fare una grande differenza nel far sentire la coppia supportata senza invadere i loro spazi in un momento così speciale e delicato.
Cose pratiche durante il primo trimestre
Le vitamine della gravidanza
Una delle prime cose pratiche che ho fatto appena scoperto di essere incinta è stata iniziare a prendere le vitamine prenatali. Qui a Londra si trovano facilmente anche nei supermercati, e contengono un mix di nutrienti essenziali pensati proprio per supportare la mamma e il bambino durante la gravidanza.
Tra tutti, l’acido folico è il più importante, soprattutto nelle prime settimane, perché svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso del bambino. È una piccola routine quotidiana che ho seguito con costanza, prendendo le vitamine ogni giorno fino al parto.
La prima ecografia (privata) del primo trimestre
Premessa: vivo a Londra e, rispetto al percorso di gravidanza seguito dalle mamme in Italia, quello inglese è decisamente meno medicalizzato, almeno nel sistema sanitario pubblico. Qui, dopo aver scoperto di essere incinta, ci si registra online e si prenota il primo appuntamento la prima ecografia e il primo appuntamento con l’ostetrica… a 12 settimane!
Fino a quel momento, niente ecografie o visite mediche, a meno che non ci siano problemi particolari. Questo approccio ha sicuramente i suoi pro e contro. Da un lato, l’assenza di controlli frequenti può ridurre l’ansia legata agli esami, ma dall’altro, soprattutto durante la prima gravidanza, lascia spazio a mille domande e insicurezze: “Va tutto bene? Come faccio a saperlo?”
Quando ho scoperto di essere incinta all’inizio di dicembre, ci hanno fissato il primo appuntamento ufficiale per la fine di febbraio. L’attesa sembrava infinita, ma inizialmente ero tranquilla e determinata a seguire il percorso inglese.
Tuttavia, durante le vacanze di Natale, complici il tempo libero e i pensieri, ho iniziato a sentire una certa ansia. Il 27 dicembre, dopo aver avvertito dei crampi leggeri alla pancia, simili a quelli del ciclo, io e mio marito abbiamo deciso di prenotare un’ecografia privata per il giorno successivo, a sei settimane di gravidanza.
Quel momento è stato magico, pieno di emozione e commozione. Non ci aspettavamo di vedere così chiaramente il cuore del nostro piccolo battere, e per noi è stato semplicemente incredibile. Non ci sono parole per descrivere l’intensità di quel primo incontro. Ci siamo sentiti sopraffatti dalla gioia e, soprattutto, sollevati.
Ammetto che, inizialmente, mi sono sentita un po’ delusa da me stessa per non aver aspettato l’appuntamento “ufficiale” e per aver deviato dal percorso “tradizionale” inglese. Ma quella ecografia mi ha dato esattamente ciò di cui avevo bisogno: la serenità per affrontare con più calma le settimane successive.
A volte, ascoltare ciò che ci serve nel momento presente è la scelta migliore che possiamo fare. E per me, in quel giorno speciale, vedere il nostro piccolo e sapere che tutto andava bene è stato il conforto di cui avevo bisogno.
La prima ecografia (ufficiale) del primo trimestre
La prima ecografia ufficiale è stata un momento davvero emozionante. Anche se, come ho appena raccontato, avevamo già fatto un controllo privato prima, questa volta l’esperienza è stata diversa: eravamo più consapevoli, più preparati… o almeno così pensavamo!
Ci aspettavamo di vedere ancora qualcosa di molto piccolo, un’immagine sfocata, ma siamo rimasti sorpresi nel constatare quanto fosse già tutto così definito. Le gambine, le braccia, la testa, il corpo… tutto era lì, in miniatura, perfettamente riconoscibile. Pensare che in soli due mesi si fosse passati da un piccolo “fagiolino” a un esserino con una forma così dettagliata ci ha lasciati senza parole.
E poi, il battito del cuore. Sentirlo per la prima volta è stata un’emozione unica, impossibile da spiegare. È quel momento in cui tutto diventa reale, in cui senti davvero che una nuova vita sta crescendo dentro di te. Credo che ogni mamma possa comprendere quanto sia speciale e travolgente quel suono.
L’incontro con l’ostetrica
In UK, quando scopri di essere incinta, ti viene assegnata un’ostetrica che ti accompagnerà per tutto il percorso della gravidanza, dall’inizio fino al parto.
Il nostro primo incontro con l’ostetrica è stato emozionante, una sorta di inizio ufficiale del percorso. Durante l’appuntamento, durato circa un’ora, ci ha consegnato un fascicolo dedicato alla gravidanza, una specie di diario clinico. Questo fascicolo includeva:
- Tutti gli esami previsti, con lo spazio per annotare i risultati.
- Informazioni utili su cosa aspettarmi nei mesi successivi.
- Una lista di cose da fare per prendermi cura di me stessa e del bambino.
L’appuntamento è stato piuttosto dettagliato e ha incluso una lunga intervista, durante la quale l’ostetrica ha raccolto informazioni su:
- La mia storia medica e quella di mio marito.
- Eventuali gravidanze precedenti.
- Abitudini come fumo, consumo di alcol o uso di droghe.
- La mia condizione fisica e mentale, oltre alla mia situazione lavorativa.
Hanno anche preso:
- Il mio peso come punto di partenza;
- La pressione sanguigna
- Campioni di urina e sangue per controllare la salute generale, fare uno screening su alcune malattie e identificare il gruppo sanguigno.
Quel giorno, oltre a sentirmi supportata e guidata da una professionista gentile e preparata, ho iniziato a realizzare che, sì, stava succedendo davvero. Il fascicolo, le analisi, i controlli: tutto contribuiva a rendere il percorso più concreto.
Consigli per gli acquisti per il primo trimestre
Quando si parla di acquisti, la mia filosofia è sempre stata molto minimalista, e questo approccio non è cambiato neanche durante la gravidanza. Mi piace riflettere a lungo prima di comprare qualcosa, specialmente se si tratta di un oggetto legato a una fase transitoria. Preferisco evitare acquisti superflui, e se ritengo che qualcosa sia davvero necessario, mi impegno a cercarlo di seconda mano – su piattaforme come Vinted, ad esempio – e, quando possibile, lo rivendo una volta terminato il suo utilizzo.
Nel primo trimestre di gravidanza, non ho fatto praticamente alcun acquisto, né per me – dato che il mio corpo non aveva ancora subito grandi cambiamenti – né per il bambino. L’unica eccezione sono stati i braccialetti anti-nausea, che però non hanno funzionato e che ho subito rivenduto e poi le vitamine prenatali, che considero essenziali.
Se sei anche tu minimalista o ti stai chiedendo cosa sia davvero necessario acquistare in gravidanza, il mio consiglio è questo: prenditi il tempo per capire di cosa hai davvero bisogno, cerca soluzioni sostenibili e ricorda che spesso, soprattutto nei primi mesi, meno è davvero meglio.
Consigli di lettura per il primo trimestre
Leggere è una delle mie più grandi passioni. È il mio modo di rilassarmi, di intrattenermi e, soprattutto, di prepararmi e informarmi al meglio. Per me, leggere non è solo un piacere, ma anche uno strumento fondamentale per tenere a bada ansie, paure e preoccupazioni. Mi aiuta a sentirmi più preparata e, in un certo senso, a percepire di avere una maggiore consapevolezza di ciò che mi aspetta.
Ovviamente, in una realtà complessa come quella della gravidanza, del parto e della maternità, molte cose non sono sotto il nostro controllo. Ma il fatto di leggere e informarmi, di conoscere i vari scenari e le possibili situazioni, mi ha aiutata a sentirmi più pronta. Sapere cosa potrebbe succedere, comprendere i diversi approcci educativi, e capire come gestire le mille sfumature della genitorialità sono stati per me un enorme sostegno, una vera ancora.
Durante i nove mesi della mia gravidanza ho letto tantissimi libri. Ecco la lista completa. Ma, se dovessi sceglierne tre da consigliarti se sei nel primo trimestre, ti direi:
- Il bebè Montessori – Per approcciarsi con dolcezza al primo anno di vita del bambino, seguendo il metodo Montessori.
- Partorire e accudire con dolcezza – Un libro completo che accompagna dalla gravidanza ai primi mesi di vita del neonato.
- Bebè a costo zero – Per chi vuole orientarsi verso uno stile di vita più essenziale e consapevole come genitore.
Conclusione
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
Se questo articolo ti è piaciuto e ti ha fatto riflettere, mi farebbe piacere sapere la tua opinione! Puoi seguirmi su Instagram e condividere la tua riflessione con un commento o un messaggio privato. Il confronto tra mamme è sempre prezioso, non vedo l’ora di leggere cosa ne pensi!