Il nostro spannolinamento a 22 mesi

Il nostro spannolinamento a 22 mesi

Ciao, Mamma Consapevole! In questo articolo ti racconto del nostro percorso con lo spannolinamento a 22 mesi di Noah, di come abbiamo capito che fosse pronto, dell'approccio che abbiamo adottato e dei suoi progressi quotidiani.

Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho parlato dei miei essenziali per lo spannolinamento.

Come abbiamo capito che Noah fosse pronto allo spannolinamento

Quando Noah aveva 18 mesi abbiamo acquistato il suo primo vasino e abbiamo iniziato a spiegargli a cosa servisse.

All’inizio lo ignorava completamente, poi ha cominciato a giocarci: se lo metteva in testa come se fosse un cappello, oppure lo usava per riporre i suoi giocattoli. Pian piano, però, ha iniziato a utilizzarlo anche per il suo scopo originale, soprattutto quando noi gli proponevamo di farci la cacca (accorgendoci che dovesse farla).

Le prime volte diceva di no, e noi lo rispettavamo. In questo percorso non lo abbiamo mai forzato: per noi era fondamentale che fosse lui a sentirsi pronto. Piano piano, però, ha iniziato a volerlo usare e noi eravamo sempre accanto a lui, mostrando entusiasmo e gioia ogni volta, così che comprendesse che quello era il modo giusto di utilizzare il vasino.

Inoltre, dai 18 mesi in poi, Noah ci avvisava quando il pannolino era sporco e, gradualmente, anche prima di sporcarlo, usando correttamente le parole pipì e cacca.

Abbiamo capito che era pronto per iniziare ufficialmente lo spannolinamento (e che lo fossimo anche noi!) a 22 mesi, quando ha cominciato a protestare con forza durante il cambio, cercando di togliersi da solo il pannolino.

Il mio approccio allo spannolinamento

Il mio approccio allo spannolinamento, come per tutto quello che faccio da mamma, nasce da tante ricerche e letture (vi segnalo il preziosissimo libro Via il pannolino di Elena Dal Prà) unite al mio istinto materno.

Mio marito e io ci siamo allineati su alcune regole fondamentali: salvo grosse complicanze, una volta tolto il pannolino, non lo avremmo più rimesso, nemmeno di notte, per non creare confusione a Noah e far sì che nella sua mente si sedimentasse l’idea che pipì e pupù si fanno al vasino o al bagno.

Un altro punto su cui eravamo totalmente d’accordo era che il bambino non doveva essere mai rimproverato o punito per eventuali incidenti: che fossero addosso, sul letto o sul pavimento, la nostra reazione sarebbe stata sempre calma. Avremmo pulito insieme e ricordato che la prossima volta ci avrebbe dovuto avvisare prima.

Infine, ci siamo detti che non avremmo mai forzato Noah a usare il vasino o il bagno, ma che avremmo trovato un equilibrio tra proporre l’utilizzo del vasino, lasciando che fosse lui a capire se fosse tempo di svuotarsi, e accompagnarlo a intervalli regolari, specialmente all’inizio*, per evitare incidenti. Insomma, l'obiettivo era trovare un punto d’incontro: da una parte la nostra figura di genitori, che guida e indirizza con gentilezza, dall’altra il punto di vista di Noah, un bambino fortemente desideroso di autonomia e indipendenze (come tutti i duenni!).

*All'inizio del percorso, gli intervalli erano di circa mezz'ora, poi diventati sempre più sporadici. Ad oggi che Noah ha 2 anni, usa il bagno ogni 4 ore circa. (Questo dipende fortemente da bimbo a bimbo!)

Il nostro spannolinamento — Giorno 1

Abbiamo deciso di iniziare lo spannolinamento di Noah di venerdì, subito dopo il rientro dal nido. In questo modo potevamo dedicarci con calma ai primi giorni, avendo a disposizione anche il weekend e il lunedì festivo, da vivere insieme come famiglia prima di contare sul supporto delle maestre.

Appena arrivati a casa, abbiamo salutato tutti insieme il pannolino e mostrato a Noah il calendario della pipì e della pupù, che abbiamo appeso in bagno: ogni volta che avrebbe usato correttamente il vasino o il gabinetto, avrebbe potuto attaccare la sua iconcina. Poi gli abbiamo presentato il vasino – già familiare per lui – che da quel momento è diventato il nostro compagno inseparabile: lo portavamo in ogni stanza, per essere pronti in un attimo appena Noah mostrava il bisogno.

Il pomeriggio e la serata sono trascorsi tra alcuni falsi allarmi (sedute sul vasino senza risultati) e il primo piccolo incidente, quando Noah ha fatto pipì in camera. Dopo cena, però, ci siamo seduti insieme sul vasino sfogliando dei libri, e lì è arrivata la sua prima pipì nel vasino. L’abbiamo festeggiata con balli e salti pieni di gioia, attaccando orgogliosi la prima iconcina sul calendario. La giornata si è conclusa con la messa a letto senza pannolino, segnando ufficialmente l’inizio di questa nuova avventura.

Il punto di svolta – Giorno 2

La seconda giornata è iniziata con il primo “incidente notturno”: Noah si è svegliato perché aveva fatto pipì nelle mutandine. Lo abbiamo cambiato senza problemi, consapevoli che, essendo la prima notte senza pannolino, fosse del tutto normale.

La mattinata, invece, è stata davvero impegnativa. Noah ha fatto tutte le pipì a terra, senza mai avvertirci, e ogni volta che lo sedevamo sul vasino o sul gabinetto non succedeva nulla. È stato difficile non sentirsi scoraggiati: a un certo punto abbiamo perfino messo in dubbio la nostra scelta di iniziare proprio in quei giorni.

Poi, nel pomeriggio, è avvenuta una svolta inaspettata. All’improvviso Noah ha iniziato a usare sempre il vasino. Non sappiamo bene cosa sia cambiato, ma ha cominciato ad avvisarci quando sentiva il bisogno, interrompendo il gioco per correre al vasino o fermandosi appena in tempo, completando poi lì la pipì. Vederlo chiamarci con un deciso “mamma, papà, pipì”, notare la sua concentrazione e la crescente autonomia ci ha sorpreso e riempito di gioia.

In quel momento abbiamo capito che la strada intrapresa era quella giusta e ci siamo sentiti pieni di fiducia e speranza per i giorni successivi.

Prime uscite e piccoli incidenti – Giorno 3

Il terzo giorno è trascorso in modo abbastanza regolare, con tre piccoli incidenti distribuiti tra la mattina, il primo pomeriggio e il tardo pomeriggio. È stato anche il giorno della nostra prima uscita: un momento carico di adrenalina, perché ci chiedevamo come Noah avrebbe affrontato lo spannolinamento fuori casa e come noi saremmo riusciti a gestirlo.

L’esperienza, nel complesso, è andata bene. Durante il viaggio in autobus – circa 30 minuti all’andata e 30 al ritorno – Noah non ha avuto bisogno di usare il bagno e non si è bagnato. Una volta arrivati a destinazione gli abbiamo offerto la possibilità di usare il bagno con il vasino portatile, ma ha rifiutato. Poco dopo ha avuto un piccolo incidente addosso. Lo abbiamo cambiato completamente, scarpe comprese, e da lì in avanti la giornata è proseguita senza intoppi particolari.

Dopo quell’episodio, Noah ha fatto tutte le pipì nel vasino e addirittura tre pupù, a fronte di tre incidenti in tutto. La notte precedente, invece, era stata ancora difficile: due episodi di pipì nel sonno, di cui lui non si è accorto. Siamo stati noi a svegliarci, cambiarlo e rimetterlo a dormire, e lui ha continuato la notte tranquillo.

Una giornata quasi perfetta – Giorno 4

Il quarto giorno è filato liscio: abbiamo avuto un solo piccolo incidente, mentre tutte le altre pipì e pupù sono state fatte correttamente nel vasino.

Per la notte, invece, abbiamo deciso di rimettere il pannolino. Le prime notti (come hai letto) erano state piuttosto complicate, con diversi incidenti, e non volevamo che questo percorso andasse a compromettere la qualità del sonno di Noah. Durante il giorno, invece, abbiamo mantenuto il nostro approccio ormai consolidato: il vasino sempre a portata di mano, il calendario delle iconcine e tanti rinforzi positivi.

La giornata si è così conclusa senza difficoltà, con pochissimi incidenti e un grande entusiasmo per i progressi di Noah, che ci hanno dato fiducia e serenità.

Il ritorno al nido – Giorno 5

Il quinto giorno è stato un traguardo importante: Noah è tornato al nido senza pannolino per la prima volta. Dentro di me c’erano tante ansie e domande. Mi chiedevo come avrebbe reagito in un contesto diverso da casa, se questo cambiamento avrebbe potuto rappresentare un passo indietro, se sarebbe stato in grado di comunicare alle educatrici il suo bisogno di andare in bagno e, soprattutto, se loro sarebbero riuscite ad accompagnarlo con la stessa attenzione che avevamo avuto noi nei giorni precedenti.

Con grande sollievo e felicità, ho scoperto che tutte queste paure erano infondate. Le educatrici sono state meravigliose: hanno accolto Noah con sensibilità e lo hanno supportato passo dopo passo, rendendo il suo ritorno al nido sereno e positivo. Alla fine della giornata, il bilancio è stato sorprendente: nessun incidente, né al nido né a casa, e tutte le pipì fatte correttamente nel vasino.

È stata una giornata piena di soddisfazione e di conferme: la prova che il percorso intrapreso stava davvero dando i suoi frutti.

Piccoli cambiamenti e nuove sfide – Giorni 6 -10

Nei giorni successivi, dal sesto al decimo, abbiamo osservato tre evoluzioni importanti nel percorso di Noah.

Il primo segnale positivo è arrivato al risveglio del mattino: il pannolino era spesso asciutto. Questo ci ha dato fiducia e abbiamo deciso che fosse arrivato il momento di provare a toglierlo anche di notte.

Il secondo cambiamento ha riguardato il vasino. All’inizio lo portavamo ovunque in casa, per essere pronti in ogni momento. Ma ormai Noah aveva compreso bene che pipì e pupù si fanno in bagno: così il vasino ha trovato la sua collocazione definitiva lì, consolidando una nuova routine.

Il terzo aspetto, invece, è stata una piccola sfida. Noah ha iniziato a rifiutare il vasino o il WC quando aveva bisogno di fare la pupù. Una difficoltà che ci ha un po’ preoccupati, ma le educatrici ci hanno rassicurati spiegando che si tratta di una fase molto comune, che con pazienza e tempo si sarebbe risolta.

Aggiornamento finale – Tre mesi dopo l’inizio dello spannolinamento

A circa tre mesi dall’inizio di questo percorso posso finalmente scrivere con serenità: lo spannolinamento di Noah è ormai concluso e gli incidenti sono rarissimi. Posso dire con gioia che non compriamo più pannolini e che in casa non ne abbiamo nemmeno uno!

Anche il vasino è stato archiviato: Noah utilizza ormai solo il gabinetto, sia a casa (con il suo riduttore) sia fuori, nei bagni di ristoranti o di amici. Il vasino portatile lo portiamo solo in occasioni particolari, come al parco o in luoghi dove non è scontato trovare un bagno.

La questione della pupù si è risolta naturalmente: adesso la fa senza problemi nel gabinetto con il riduttore, anche se a volte serve ancora un po’ di incoraggiamento.


Spero che la nostra esperienza possa essere d’aiuto a chi sta per intraprendere questo percorso.

Molte di voi mi chiedono consigli e, sulla base della nostra esperienza, posso dire che lo spannolinamento è sicuramente un percorso impegnativo, ma assolutamente fattibile.

La chiave è avere fiducia: fiducia in noi stessi come genitori, nella nostra capacità di accompagnare i bambini con pazienza e coerenza, e fiducia nei nostri figli, che spesso si rivelano molto più pronti e competenti di quanto immaginiamo.

Se intrapreso in un momento sereno e senza pressioni esterne, questo passaggio può trasformarsi in un’esperienza positiva, fatta di scoperte, conquiste e grande soddisfazione per tutta la famiglia!

Ti ricordo che questi sono stati i nostri essenziali per lo spannolinamento, e che qui c'è tutto un articolo dedicato.


Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.

Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!

Se questo articolo ti è piaciuto e ti ha fatto riflettere, mi farebbe piacere sapere la tua opinione! Puoi seguirmi su Instagram e condividere la tua riflessione con un commento o un messaggio privato. Il confronto tra mamme è sempre prezioso, non vedo l’ora di leggere cosa ne pensi!

Unisciti alla community di mamme consapevoli

Una mail, il primo di ogni mese. Per essere tra le prime a scoprire novità, nuovi prodotti, sconti e contenuti pensati per accompagnarti nella maternità… con calma, insieme.

Quando la casa dorme – 100 domande per una maternità consapevole

Acquista ora

Calendario di famiglia per un anno consapevole

Acquista ora