I miei essenziali spannolinamento

I miei essenziali spannolinamento

Ciao, Mamma Consapevole! In questo articolo ti racconto dei prodotti che, personalmente, ho trovato essenziali per lo spannolinamento del mio piccolo e che mi sento di consigliarti.

Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato come abbiamo organizzato la stanzetta di Noah, cercando di mantenere un approccio minimalista e seguendo alcuni dei principi del metodo Montessori.


Quando si tratta di fare acquisti, tendo sempre verso il minimalismo e cerco di essere intenzionale in ogni spesa. Non mi lascio travolgere dalla pressione di dover essere “iper pronta”, di avere tutto e anche di più. Non ragiono in termini di “e se poi mi serve anche questo?”. Penso che ci sia sempre tempo per comprare altro, se davvero serve. Viviamo in un mondo in cui esiste la consegna in giornata, negozi aperti h24… insomma, una soluzione si trova sempre.

Questi sono i miei essenziali per lo spannolinamento — le cose che, nel mio caso, hanno davvero fatto la differenza. Ma ogni esperienza è diversa, e quello che è stato utile per me potrebbe non esserlo per un’altra mamma (e viceversa).

Spero che questa lista ti sia utile per scegliere con calma, consapevolezza e, perché no, anche un po’ di leggerezza.


1. Vasino

Un grande classico, direi.

Nel nostro percorso di spannolinamento, il vasino (link qui) è stato il primo oggetto a trovare il suo posto in casa – in bagno, in salotto, ovunque servisse davvero.

Abbiamo iniziato lo spannolinamento vero e proprio quando Noah aveva 21 mesi, ma il vasino è stato in realtà il nostro primo acquisto “in anticipo”, quando ne aveva circa 18. Un piccolo passo per iniziare a familiarizzare con lo strumento, senza pressioni né aspettative. C’era, semplicemente. Gli parlavamo del suo utilizzo, lo lasciavamo a portata di mano, ogni tanto lo coinvolgevamo nel gioco.

Abbiamo scelto un modello molto semplice, nulla di elaborato: in plastica dura, con l’inserto centrale rimovibile. Per me era importante che fosse pratico da pulire, igienizzabile con facilità, e che fosse stabile e comodo per lui. Inoltre, ha un piccolo schienale che lo sostiene mentre è seduto, senza risultare ingombrante o “troppo”.

Non cercavo un oggetto perfetto, ma uno che facesse bene il suo lavoro – e che fosse adatto a noi, al nostro stile di vita, alle nostre giornate semplici.

2. Il riduttore per il WC con scaletta

Confesso che su questo oggetto ho esitato parecchio.

Non sono il tipo che acquista a cuor leggero accessori ingombranti, soprattutto se destinati a un uso temporaneo. Penso sempre a dove finiranno dopo, a quanto spazio tolgono, a quanto davvero siano necessari. Non mi piace riempire la casa di cose inutili, e cerco di evitare gli sprechi ogni volta che posso.

Ma quando Noah ha cominciato a mostrare interesse non solo per il vasino, ma anche per il WC dei “grandi”, ho iniziato a considerare l’idea di un riduttore. In un primo momento avevo pensato a un modello classico, senza scaletta – e quello sì, è sicuramente un essenziale per chi vuole far familiarizzare il proprio bambino con il water, perché altrimenti… beh, sprofonda letteralmente dentro!

Poi però ho fatto un ragionamento: sto cercando in tutti i modi di accompagnare Noah verso una maggiore autonomia, e forse questo strumento, per quanto più ingombrante, poteva aiutarci in quella direzione. Così ho deciso di provare un riduttore con scaletta integrata (link qui).

E devo dire che non me ne sono pentita. Noah è entusiasta di salirci da solo, si sente grande e indipendente, e per lui è diventato quasi un gioco. Ho scelto un modello richiudibile, così quando non lo usiamo non è d’intralcio e non occupa troppo spazio – una caratteristica che per me era fondamentale. Considerando che Noah è al nido durante il giorno, lo utilizziamo principalmente al mattino e alla sera, e questo ci basta.

3. Il vasino portatile

Prima di diventare mamma, devo ammetterlo, non ne capivo l’utilità.

Anzi, a volte mi infastidiva persino l’idea di vedere un bambino usare un vasino portatile sul marciapiede o in un angolo di strada, per un atto così intimo come fare i propri bisogni. Pensavo fosse una scelta un po’ pigra da parte dei genitori, che magari non avevano voglia di cercare un bagno.

Poi sono diventata mamma anch’io, e ho iniziato il nostro percorso di spannolinamento. E lì ho capito.

Ho capito che non si tratta affatto di comodità o pigrizia, ma di realtà. Soprattutto nelle prime settimane, in cui il bambino ha bisogno di un supporto concreto per imparare ad ascoltare e riconoscere i segnali del proprio corpo, a volte anche solo un minuto in più di attesa può fare la differenza tra una pipì fatta al posto giusto e una fatta addosso.

E lì, il vasino portatile diventa davvero essenziale (link qui).

Io l’ho sempre portato con me, nello zaino, da quando abbiamo iniziato. E la verità? L’ho usato solo una volta.

Tutte le altre volte siamo riusciti ad arrangiarci diversamente: mappando subito i bagni nei posti in cui ci trovavamo, anticipando i momenti critici (prima o dopo il pisolino, prima di salire in macchina, ecc.), accompagnandolo noi attivamente invece di aspettare che fosse lui a dirci che doveva andare.

Ma quella volta in cui ci è servito, ha fatto la differenza. E credo che questo basti a renderlo, per me, un oggetto davvero utile.

Personalmente, credo sia sempre preferibile usare i bagni pubblici, anche per usare il vasino portatile: e quindi portarlo dentro un bagno, per rispettare la sua privacy e insegnare anche questo aspetto al bambino.

Ma se proprio non c’è alternativa, a mali estremi… estremi rimedi.

4. Le traversine

Non ne ho comprate tante, lo ammetto.

Abbiamo iniziato con un pacco da dieci, più che altro per capire se ci sarebbero davvero servite (link qui).

E alla fine sì, un po’ ci sono tornate utili, specialmente nei primissimi giorni di spannolinamento.

Le abbiamo usate principalmente per proteggere il seggiolino dell’auto, durante i tragitti casa-asilo e viceversa. Una piccola precauzione in più, che ci ha fatto sentire un po’ più tranquilli.

Le abbiamo usate anche nel suo lettino e nel nostro lettone, per quelle notti in cui Noah dorme con noi.

Chi ci ha seguito in questo percorso lo sa: è normale che all’inizio ci siano incidenti anche di notte, e se è vero che si possono cambiare le lenzuola, è anche vero che proteggere il materasso è tutta un’altra cosa.

Per cui, sì: le traversine secondo me non sono un vero e proprio essenziale da usare a lungo, ma nei primi giorni possono fare davvero comodo.

Ora, dopo circa una settimana, non le stiamo usando quasi più. Ma averle avute pronte e disponibili è stato sicuramente un sollievo.

5. Le mutandine

Il sostituto naturale del pannolino, ovviamente, sono loro: le mutandine (link qui).

E devo dire che non c’è molto da aggiungere, se non che sì, servono. Tante.

Noi abbiamo scelto delle mutandine semplicissime, monocolore, in cotone. Morbide, comode, facili da abbassare — perfette per accompagnare i primi tentativi di autonomia.

Ne ho prese ben venti paia, e non mi sono sembrate troppe. Considerando che una buona parte è sempre pronta all’asilo per eventuali cambi, e il resto lo teniamo a casa, direi che ci stanno tutte.

I primi giorni, soprattutto, con gli inevitabili incidenti, cambiavamo mutandine a raffica. Quindi, se posso dare un consiglio spassionato: non meno di 15.

Ti salvano la vita, ti evitano lavatrici quotidiane, ti fanno sentire un minimo più preparata in mezzo al caos.

E poi… è anche dolcissimo vederli con quelle mutandine piccole piccole, dopo mesi e mesi di pannolini.

Sembrano davvero dei piccoli ometti. E lì ti accorgi che stanno crescendo, che stanno facendo il loro pezzo di strada.

6. Le canottiere

Un altro essenziale, forse meno “tecnico” ma davvero utile, sono state le canottiere (link qui).

Mi sono resa conto quasi subito che i body classici, quelli con i bottoncini sotto, potevano diventare un vero impedimento durante lo spannolinamento.

Da un lato perché il bambino, nella maggior parte dei casi, non riesce ad aprirli da solo. Dall’altro perché anche per noi genitori quei pochi secondi in più per sbottonarli possono fare la differenza tra “ce l’abbiamo fatta” e “ops, incidente”.

Così abbiamo fatto un piccolo cambio nel cassetto della biancheria e abbiamo iniziato a usare le canottiere. Semplici, comode, facili da indossare e da togliere.

Sono diventate l’alleato perfetto, soprattutto perché permettono a Noah di essere più autonomo, di abbassare da solo pantaloni e mutandine senza intralci.

Non ti nascondo, però, che quando ho realizzato che non avrei più visto il mio bambino in un body, mi si è stretto un po’ il cuore. Era un altro piccolo simbolo della sua crescita, di quel passaggio silenzioso da “cucciolo” a “bambino”.

Ma anche questo fa parte del cammino. Lo guardo mentre si veste da solo, si sistema la canottiera, e capisco che sì — era giusto così.

7. Il calendario “Via il pannolino”

Probabilmente non è un essenziale in senso stretto, ma per noi è stato uno strumento prezioso.

Si tratta di un calendario (link qui) composto da 12 pagine – una per ogni settimana – e ogni settimana è divisa in 7 giorni, ciascuno con 8 piccoli spazi da riempire. Ogni volta che Noah faceva la pipì o la cacca nel vasino o nel WC, incollavamo insieme l’icona corrispondente: una gocciolina gialla o una simpatica cacchetta.

Era un piccolo gesto che facevamo ogni volta, e che per lui rappresentava una forma di gratificazione immediata, chiara, visibile. Era felice, orgoglioso, e ancora di più lo era perché incollava lui stesso le icone, con quelle sue manine attente e precise, dopo ogni successo.

Ma devo dire che è stato utile anche per noi genitori.

Perché vedere nero su bianco tutti quei progressi – giorno dopo giorno, slot dopo slot – ci ha fatto sentire di essere sulla strada giusta.

Ogni casellina riempita era un piccolo traguardo, e insieme raccontavano un percorso.

In più, ogni pagina del calendario è arricchita da un’illustrazione dolcissima di un animaletto alle prese con il vasino o con il WC… A Noah sono piaciute tantissimo. E anche a noi.

8. Il libro "Uso il vasino"

Un altro piccolo grande alleato nel nostro percorso è stato il libro Uso il vasino (link qui).

Lo abbiamo acquistato insieme al vasino, quando Noah aveva circa 18 mesi, e da allora è diventato un riferimento costante e familiare.

È attraverso quel libro che abbiamo iniziato a raccontargli cos’è il vasino, a cosa serve e come si usa. L’abbiamo letto insieme tante, tantissime volte, sempre con calma, con naturalezza.

E a lui è piaciuto da subito. Così tanto che, spesso, quando sente il bisogno di andare in bagno, lo prende da solo, se lo porta vicino al vasino e ci chiede di leggerglielo.

Credo che questo libro abbia avuto un ruolo importante: con parole semplici e immagini a lui care, ha reso più comprensibile e rassicurante un passaggio che, all’inizio, può sembrare un po’ misterioso.

È diventato un compagno familiare, e anche questo — per noi — lo rende un piccolo essenziale.

9. Il libro "Via il pannolino"

Ho deciso di lasciare questo essenziale alla fine della lista, ma forse avrei dovuto metterlo in cima. Perché, se devo essere onesta, questo è stato l’alleato più prezioso per me in un momento delicato e pieno di domande come lo spannolinamento.

Lo dico sempre, io adoro leggere, imparare, informarmi. Per me non c’è niente di più rassicurante che unire le conoscenze che trovo nei libri al mio istinto da mamma. E anche questa volta non ho fatto eccezione.

Ho letto Via il pannolino di Elena Dal Prà molto prima di pensare davvero di iniziare a togliere il pannolino a Noah. E sono felicissima di averlo fatto, perché la prima cosa che ho imparato, e che considero un’informazione di vitale importanza, è che esiste una finestra ideale per lo spannolinamento: tra i 18 e i 24 mesi.

Sapere questo ha fatto la differenza. Proprio per questo ho introdotto il vasino già ai 18 mesi, in modo naturale e senza pressioni. Da lì il percorso è stato sorprendentemente sereno, e siamo arrivati a togliere il pannolino a Noah prima che compisse due anni (racconto il nostro percorso giorno per giorno qui!)

Insomma, Via il pannolino è stato il libro da cui ho imparato tutto quello che so sullo spannolinamento, la mia vera guida in questo passaggio. E non posso fare altro che consigliartelo: che tu sia all’inizio del percorso o semplicemente curiosa di capire come affrontarlo, questo libro ti darà gli strumenti giusti per viverlo con consapevolezza e fiducia.


Conclusione

In questa rubrica dedicata agli essenziali, mi piace raccontare gli strumenti che ho scelto, acquistato e utilizzato personalmente nel nostro quotidiano. Oggetti semplici, pratici, che ci hanno accompagnati in momenti importanti — come lo spannolinamento.

Ma se c’è una cosa che mi sento davvero di dire, è che gli essenziali più importanti non si comprano.

Secondo me, ce ne sono due che vengono prima di tutto: il bambino deve essere pronto e anche i genitori devono esserlo.

Perché i primi giorni richiedono una quantità enorme di pazienza, presenza e ascolto.

È un cambiamento grande, che va affrontato con rispetto: per i tempi del bambino, per i suoi segnali, per i suoi incidenti.

Supportarlo, incoraggiarlo, non mortificarlo mai — nemmeno quando sembra tutto un disastro.

Se hai questi due essenziali con te — prontezza e pazienza — allora tutto il resto può diventare un valido aiuto lungo il cammino.

Spero che questa piccola raccolta di strumenti ti sia utile, e che possa accompagnare anche il vostro percorso con un po’ più di leggerezza.


Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.

Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!

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