Cosa ho messo nella borsa per il parto

Cosa ho messo nella borsa per il parto

Ciao, Mamma Consapevole! Eccomi, munita del mio Diario della Gravidanza, a raccontarti di cosa ho incluso nella preparazione per la mia borsa per il parto.

Nel caso in cui te lo fossi perso, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho raccontato di quali sono i miei essenziali per la gravidanza.


Cosa ho incluso nella mia borsa per il parto

Come ti raccontavo nell’articolo dedicato al terzo trimestre, una delle cose che ho fatto in quelle ultime settimane è stata, ovviamente, preparare la borsa per il parto.

Ho però sentito il bisogno di creare un articolo a parte dedicato solo a questo tema, per poterti raccontare tutto in modo più specifico e preciso possibile.

In realtà, non avevo una vera e propria “borsa parto”, ma ho scelto di portare con me uno zainetto in cui ho inserito tutto quello che pensavo potesse essermi utile durante il travaglio – quindi prima che nascesse Noah – e tutto ciò che desideravo avere a portata di mano in quel momento così delicato.

In aggiunta, ho portato anche un trolley, in cui avevo messo le cose necessarie per il post parto: abiti e prodotti per me, qualcosa per mio marito e naturalmente tutto il necessario per Noah.

L’ospedale dove ho partorito mi aveva fornito una lista piuttosto generica, senza troppe indicazioni dettagliate. So che in Italia, invece, molte strutture forniscono elenchi molto completi e precisi, ma nel mio caso non è stato così.

Per questo motivo, mi sono affidata al buonsenso e ai confronti con altre mamme che avevano partorito qui a Londra: sono stati fondamentali per capire davvero cosa potesse servirmi, senza esagerare e senza dimenticare l’essenziale.

In questo articolo linkerò molti degli oggetti che ho portato con me e che si trovano facilmente su Amazon, così se ti fa comodo, potrai trovarli anche tu.

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Nello zainetto

Quando ho preparato lo zainetto per il travaglio, ho cercato di metterci dentro tutto ciò che pensavo potesse davvero essermi utile. Non solo le cose pratiche, ma anche piccoli dettagli che potevano aiutarmi a sentirmi più serena, più a mio agio, più “me”.

  • Il caricabatterie del cellulare e un piccolo treppiedi, nel caso avessi voluto scattare una foto o registrare un video. Non sapevo come mi sarei sentita in quel momento, ma volevo avere la possibilità di fermare il tempo, se ne avessi sentito il bisogno.
  • Le cuffie, per ascoltare la mia musica preferita. Una delle cose che più mi aiuta a restare centrata, anche nei momenti intensi.
  • Snack consigliati dall’ostetrica: noci, biscotti, cracker salati, caramelle, le mie adorate barrette Snickers e qualche bevanda energetica. Non è solo fame: è bisogno di energia, di conforto, di qualcosa che ti faccia sentire “normale” in un momento fuori dal tempo.
  • Il fascicolo con tutti i documenti della gravidanza – ecografie, analisi, piano parto. Tutto in ordine, pronto, come un filo conduttore tra la gravidanza e ciò che stava per iniziare.
  • Olio alla lavanda, per l’aromaterapia. Solo il profumo bastava a farmi sentire un po’ più calma, più presente.
  • Il dispositivo TENS – non ne avevo mai sentito parlare, fino al corso pre-parto. È un piccolo apparecchio con elettrodi da applicare sulla schiena: emette leggere stimolazioni elettriche che aiutano ad alleviare il dolore delle contrazioni. L’ho affittato, così da poterlo restituire dopo il parto, e sono davvero contenta di averlo fatto. Mi ha aiutata molto. Ve ne parlerò meglio nell'articolo dedicato al parto, ma posso già dire che è stata una scelta utile e consapevole.

Nel trolley (cosine per me e mio marito)

  • Beauty case essenziale, con:
    • crema viso, salviettine, sapone viso, spazzolini (il mio e quello di mio marito), dentifricio, deodorante e burro cacao;
  • Pochette capelli, con:
    • elastici, mollette, spazzola, shampoo e balsamo;
  • Indumenti comodi, tra cui:
    • calze, mutande, pantofole, ciabatte per la doccia, due pigiami, una maxi maglietta per il parto e assorbenti post-parto;
  • Un cambio completo per mio marito.

Nel trolley (cosine per Noah)

• Due cambi completi di vestiti;

• Tre body;

• Calze, guantini e un cappellino (richiesto dall’ospedale);

• Salviettine;

• Pannolini;

• Una copertina morbida per avvolgerlo nei primi momenti.

La mia borsa per il parto non era particolarmente piena, anche perché il piano del centro nascite prevedeva che, salvo complicazioni, sarei potuta tornare a casa entro 6-24 ore dal parto.

Vivendo a soli 10 minuti dall’ospedale, ero tranquilla: mio marito avrebbe potuto recuperare facilmente qualsiasi cosa fosse mancata.


Conclusione

Preparare la mia borsa per il parto è stato per me un momento emozionante e simbolico, una tappa concreta verso l’arrivo di Noah.

Ogni oggetto che riponevo nella valigia rappresentava un pezzetto della nostra nuova avventura. Un passo in più verso una realtà che stava per diventare vera, intensa, meravigliosa.

Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.

Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!

Se questo articolo ti è piaciuto e ti ha fatto riflettere, mi farebbe piacere sapere la tua opinione! Puoi seguirmi su Instagram e condividere la tua riflessione con un commento o un messaggio privato. Il confronto tra mamme è sempre prezioso, non vedo l’ora di leggere cosa ne pensi!

I link presenti in questo articolo sono affiliati.

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