Ciao, Mamma Consapevole! In questo articolo, ti racconto come ho capito di essere pronta per un figlio, le miei riflessioni a riguardo e le lezioni che ho imparato in questa fase della mia vita.
Nel caso in cui te lo fossi persa, ti ricordo che nello scorso articolo, ti ho dato il benvenuto su su Una Mamma Consapevole e ti ho detto di più su questo progetto.
Il mio percorso per capire di essere pronta per un figlio
Io e mio marito Daniele stiamo insieme da 16 anni e siamo sposati da 6. Fin da giovanissimi sapevamo che avremmo voluto dei figli, ma ci siamo sempre chiesti se fossimo davvero pronti e quando sarebbe stato il momento giusto. Abbiamo approcciato la questione in modi completamente diversi. Daniele si è sempre sentito pronto, persino prima di sposarci, con un forte desiderio di paternità. Il suo pensiero era: "Facciamolo, ce la faremo. Ce la fanno tutti, ce la faremo anche noi." Lui vedeva tutto con fiducia e positività.
Io, invece, ho sempre sentito il bisogno di completare una lista mentale di cose da avere e fare prima di diventare mamma: il lavoro perfetto, la casa di proprietà, tutte quelle esperienze che immaginavo sarebbero diventate impossibili una volta diventata genitore. Credevo, erroneamente, che avere un figlio fosse la fine di un capitolo della mia vita (o forse la fine…della vita “vera”!), una sorta di punto di non ritorno. Ma col tempo ho imparato che non è così. Essere mamma non significa dover rinunciare a tutto il resto. Anzi, avere un figlio è stato l'inizio di tante nuove esperienze e, guardando indietro, sono felice di non aver aspettato di completare quella lista ideale.
Oggi, so che forse mio marito era un po' troppo ottimista nel pensare "lo facciamo e poi si vedrà", ma anche io esageravo nell'aspettare di sentirmi totalmente pronta. La verità è che pronti non si è mai davvero. È un viaggio in continua evoluzione, dove si impara giorno per giorno.
Come ho capito di essere pronta per un figlio
Ora, potresti chiederti: "Va bene, questa è stata la tua esperienza, ma come faccio IO a capire se sono pronta per diventare mamma?" E qui mi viene da sorridere, perché ho iniziato a raccontarmi qui proprio con una domanda alla quale io stessa non ho mai saputo rispondere completamente. In uno dei prossimi articoli ti racconterò come sono arrivata io a scoprire di essere incinta, e di come, sebbene da un lato fosse pianificato, dall’altro è stata una vera sorpresa.
Questo per dirti che alla domanda “Sono pronta per un figlio?”, per la mia prima gravidanza, non ho mai detto un sì pieno. Ero sempre sospesa tra il "sì" e il "no". Alla domanda "Voglio un figlio?", la risposta era chiara: "Sì". Ma alla domanda "Sono pronta per un figlio?"... non sono mai riuscita a dare quella risposta fino a quando non ho visto quel test positivo. E forse, a dirla tutta, non mi sono sentita davvero pronta fino a quando non ho avuto Noah tra le braccia.
Se oggi dovessi rifarmi la stessa domanda per una seconda gravidanza, o anche ripensando alla prima con il senno di poi, ecco le domande che mi porrei e i ragionamenti che farei.
Le domande da porsi per capire di essere pronta per un figlio
Ho la stabilità economica?
Questa, forse, è la domanda che mi vede più intransigente. Credo che, per avere un figlio, sia fondamentale avere la certezza di potergli garantire una vita dignitosa. Questo non significa necessariamente mandarlo in una scuola privata o vestirlo di marca, ma piuttosto essere in grado di offrirgli stabilità e un ambiente che non gli faccia mancare nulla. Per me, la stabilità economica va oltre il semplice "dargli da mangiare" o "fornirgli una casa". Si tratta di poterlo far crescere con esperienze arricchenti, portarlo a vedere il mondo – che non è vacanze in resort di lusso, ma anche solo una gita domenicale, una visita al museo, o iscriverlo a un corso di nuoto da piccolo.
Questa stabilità non implica necessariamente possedere una casa di proprietà o un automobile, ma avere quella sicurezza di base che permette di dare a tuo figlio non solo il minimo, ma qualcosa in più. Credo che questa sia una considerazione fondamentale.
Ho la stabilità emotiva?
Durante la gravidanza, ho letto molti libri, e uno mi ha colpito particolarmente. Parlava di come la mamma trasmetta al bimbo non solo le emozioni che prova durante la gravidanza, ma anche il proprio bagaglio emotivo, incluso ciò che ha irrisolto dentro di sé. L'idea era che una mamma, prima ancora di rimanere incinta, dovrebbe lavorare sui propri traumi, riconoscerli e risolverli, per evitare di trasmetterli inconsapevolmente al bambino.
Questo concetto mi ha davvero colpito, anche se mi rendo conto che, per molte persone, potrebbe sembrare utopico. Non tutte le persone hanno già fatto terapia o intrapreso un percorso di crescita personale così profondo. Io stessa mi rendo conto di avere parti di me su cui voglio ancora lavorare. Tuttavia, sono una persona molto consapevole, faccio tanta introspezione e ho il desiderio di crescere e migliorarmi costantemente. Per questo motivo, credo che quella sulla stabilità emotiva sia una domanda cruciale da porsi, anche se non è necessario essere "risolti" al 100%.
Ho fatto pace con la mia identità personale?
Diventare mamma trasforma ogni aspetto della tua vita, incluso il modo in cui percepisci te stessa. Prima di prendere questa decisione, è fondamentale chiedersi se si è soddisfatti del proprio percorso personale e professionale. Questo non significa essere “arrivati”, ma avere una chiara consapevolezza di chi sei, cosa desideri diventare e dove vuoi andare.
Nella mia esperienza, sebbene non fossi completamente soddisfatta della mia situazione professionale e avessi ancora molti obiettivi da raggiungere, ho vissuto la maternità non come uno “stop”, ma come una pausa necessaria. Questa pausa mi ha permesso di riflettere sui miei obiettivi e di prepararmi a riprendere con determinazione il mio percorso verso il loro raggiungimento, affrontando questo nuovo capitolo della vita con rinnovata chiarezza e motivazione.
Ho il supporto giusto?
Una delle lezioni più importanti che ho imparato durante la mia esperienza di maternità è che il supporto è essenziale. Sentirsi compresa, accolta e sostenuta nei momenti difficili è fondamentale. Quando io e Daniele abbiamo deciso di avere un figlio, abbiamo discusso anche su cosa significasse per noi essere una squadra. È importante ricordare che il supporto non riguarda solo la relazione di coppia, ma anche la rete di persone intorno a te — amici, famiglia e, quando necessario, professionisti.
Per noi, questo è stato un punto delicato. Abitando a Londra, non abbiamo potuto contare sul prezioso supporto dei nonni e degli zii. Ora Noah ha un anno e va all'asilo nido, ma il nostro unico supporto per i primi 12 mesi è stato quello reciproco. Crescere un figlio, sia da soli che in coppia, è sicuramente fattibile — lo fanno in molti — ma può essere anche molto sfidante. È importante parlarne apertamente e prepararsi, così da essere consapevoli di cosa aspettarsi e affrontare le sfide con maggiore serenità.
Sono pronta ad accogliere l’inaspettato?
La maternità non è una strada lineare. Anche con tutti i piani e le preparazioni del mondo, ci saranno sempre momenti di imprevisto. Essendo una persona che adora programmare, organizzare e definire, a volte faccio ancora fatica ad accettare che non posso programmare tutti gli aspetti della maternità e che anche quelli che si possono programmare probabilmente non andranno secondo i piani. Ma ho imparato che va bene così; è una lezione preziosa. Accettare che non tutto può essere controllato è un passo importante verso la consapevolezza di essere pronta per un figlio e, una volta che si impara a farlo, è molto più facile godersi la vita con maggiore leggerezza e spensieratezza.
Altre considerazioni sull'essere pronta per avere un figlio
La pressione sociale
Diventare mamma richiede una preparazione emotiva che va oltre la semplice volontà di accudire un bambino. Bisogna essere pronta ad affrontare momenti di stanchezza estrema, dubbi e insicurezze. Io stessa, all'inizio, mi sono sentita inadeguata e sopraffatta (e questo è uno dei motivi per cui ho dato vita al progetto Una Mamma Consapevole). C’è una pressione sociale enorme sul "fare tutto bene", e facilmente ci si può sentire sbagliate se le cose non vanno come si pensava. La verità è che la maternità è un processo di crescita continuo, per noi mamme e per il bambino.
Gli aspetti pratici
Ma non è solo una questione emotiva. Anche gli aspetti pratici contano, come la stabilità finanziaria, di cui abbiamo già parlato, lo spazio per un bambino nella tua vita quotidiana e la disponibilità di tempo. Avere un figlio richiede una pianificazione concreta, perché cambierà le tue giornate, il tuo lavoro e le tue relazioni. Se si stanno già bilanciando tante responsabilità, è bene chiedersi se si è pronte a fare spazio per nuove sfide.
Il ruolo del partner
Quando io e Daniele abbiamo deciso di avere Noah, sapevamo che sarebbe stata una sfida condivisa. Credo fermamente che il ruolo del partner sia cruciale, non solo per la cura del bambino ma anche per il sostegno emotivo. Avere accanto una persona che comprenda le tue difficoltà, i tuoi timori e che ti supporti nelle scelte quotidiane fa una differenza enorme. È essenziale essere completamente sicuri che la persona con cui scegli di condividere questo viaggio sia quella giusta, il padre che desideri per i tuoi figli, e con cui condividi gli stessi valori e lo stesso stile genitoriale.
Con il nostro primo "figlio peloso", Theo, abbiamo fatto pratica su come gestire le responsabilità in modo equo, e questo ci ha aiutato a essere più preparati. Ma con l’arrivo di Noah, abbiamo capito subito che nessuna preparazione è mai abbastanza, e ci sono stati giorni in cui entrambi ci siamo sentiti esausti. Tuttavia, sapevamo che avremmo affrontato tutto insieme, senza mai dimenticare che siamo una squadra.
La paura di sentirsi sole
Una delle paure più comuni — e di cui si parla ancora troppo poco — è la solitudine che può accompagnare la maternità. E non parlo solo di quella che si prova quando il bambino è già nato, ma anche di quel timore che può emergere molto prima, magari mentre ti chiedi se sei pronta, se ce la farai, se sarai abbastanza.
È inutile negarlo: ci saranno momenti in cui potresti sentirti sola. Anche se sei circondata da persone che ti vogliono bene. Anche se hai sempre sognato di diventare mamma. La solitudine può farsi sentire soprattutto nei primi mesi, quando tutto ruota attorno al neonato e hai pochissimo tempo per te stessa. Io stessa, nonostante la vicinanza della mia famiglia, ho vissuto notti lunghe e silenziose in cui mi sembrava di essere l’unica a sentirmi in quel modo.
Ma col tempo ho capito una cosa importante: quella sensazione è più comune di quanto immaginiamo, e spesso è solo un’impressione. La chiave, secondo me, è iniziare a riflettere sin da subito sulla rete di supporto che si ha intorno: che tipo di aiuto potrai ricevere, sia pratico che emotivo? Su chi potrai davvero contare, nei giorni belli ma anche in quelli più difficili?
Capire questo non elimina del tutto la paura, ma ti permette di affrontarla con maggiore consapevolezza.
Sei davvero pronta per un figlio?
Non c'è un momento perfetto per avere un figlio. È una scelta che cambia radicalmente la tua vita, e non importa quanto ti prepari, ci saranno sempre sfide inaspettate. Tuttavia, la domanda più importante che puoi porti non è "Sono pronta?" ma "Sono pronta a imparare e crescere?". Perché la maternità è proprio questo: un viaggio di crescita continua, fatto di errori e successi, di dubbi e certezze.
Se senti di avere il desiderio, la consapevolezza e il supporto giusto, allora potresti essere pronta a intraprendere questo viaggio. Ricorda, non devi essere perfetta e non devi avere tutte le risposte. La cosa più importante è essere aperta al cambiamento, pronta a imparare e disposta a chiedere aiuto quando ne hai bisogno.
Conclusione
Decidere di avere un figlio è una decisione profonda e personale, che ognuno di noi affronta in modo diverso. Non esiste un manuale che possa dirti esattamente come sarà la tua esperienza, ma ci sono risorse e persone che possono aiutarti lungo il percorso. Qualunque sia la tua decisione, ricordati di essere gentile con te stessa e di concederti lo spazio per crescere e imparare.
Grazie per essere qui, per aver letto il mio post e per aver intrapreso questo viaggio con me. La maternità è un cammino ricco di sfide, ma anche di infinite gioie. Una Mamma Consapevole nasce per offrire uno spazio di condivisione, sostegno e riflessione lungo questo percorso. Non vedo l’ora di continuare a raccontarti la mia esperienza e di conoscere anche la tua.
Ricorda — non sei sola in questo viaggio. Connetti con me attraverso il blog e i social media, e costruiamo insieme una comunità di mamme consapevoli e forti. A presto, Mamma Consapevole!
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