Se mi segui da un po’, probabilmente sai già che fino a poco tempo fa Noah non guardava la televisione.
Quando ho raccontato sui social che abbiamo iniziato a introdurre gli schermi, mi avete fatto tantissime domande. Alcune riguardavano il quando, altre il come, ma quella che è comparsa più spesso è stata senza dubbio:
“Ma quindi… cosa gli fai guardare?”
Ho pensato allora di raccogliere tutto in un unico articolo. Da una parte voglio raccontarti come abbiamo scelto di introdurre gli schermi nella nostra famiglia; dall’altra voglio creare una lista di contenuti che stiamo guardando e che, almeno per il momento, ci stanno piacendo.
Prima di iniziare, però, ci tengo a fare una premessa importante.
Quello che leggerai qui non è una guida, né il modo “giusto” di fare le cose. È semplicemente il nostro modo. È ciò che funziona per noi, oggi, con il bambino che è Noah oggi e con i genitori che siamo noi oggi.
Ogni famiglia trova il proprio equilibrio e va benissimo così.
Quando abbiamo introdotto gli schermi
Noi abbiamo scelto di seguire le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggeriscono di evitare del tutto gli schermi nei primi due anni di vita e, tra i due e i quattro anni, di limitarli a non più di un’ora al giorno, ricordando che meno è, meglio è.
Per questo motivo Noah non ha guardato alcun tipo di schermo fino ai due anni. Successivamente non li abbiamo introdotti subito: abbiamo aspettato ancora qualche mese e abbiamo iniziato soltanto tra i due anni e mezzo e i tre anni.
Ancora oggi la televisione non fa parte della nostra routine quotidiana. In media guardiamo qualcosa due o tre volte alla settimana e, nella maggior parte dei casi, si tratta di circa 45 minuti, raramente arrivando a un’ora.
Per noi è stato importante che gli schermi entrassero nella nostra quotidianità con gradualità, senza diventare il centro delle giornate.
Le sei piccole regole che ci accompagnano
Con il tempo ci siamo accorti che, più del tempo trascorso davanti allo schermo, era il modo in cui lo vivevamo a fare la differenza.
Così, senza averle mai scritte davvero, sono nate alcune piccole regole che oggi ci accompagnano.
1. La guardiamo insieme
Per noi la televisione non è una babysitter.
Non è qualcosa che accendiamo per poter fare altro mentre Noah è impegnato.
Cerchiamo invece di viverla come un’attività condivisa, esattamente come leggere un libro o costruire una torre con i mattoncini.
Ci sediamo accanto a lui, osserviamo insieme quello che succede, commentiamo le scene, rispondiamo alle sue domande e spesso gliene facciamo anche noi.
La televisione rimane un’attività passiva, questo è inevitabile, ma proviamo a renderla il più possibile partecipata.
2. Poco e con intenzione
Non guardiamo la televisione tutti i giorni.
Quando decidiamo di farlo è una scelta consapevole, non qualcosa che accade automaticamente perché “non sappiamo cosa fare”.
Nella maggior parte dei casi si tratta di circa tre quarti d’ora, due o tre volte alla settimana.
Per noi è un equilibrio che, almeno in questo momento, funziona bene.
3. Scegliamo noi cosa guardare
Noah non sceglie autonomamente i contenuti e non ha accesso agli strumenti con cui potrebbero essere avviati.
Nel nostro caso utilizziamo un computer portatile, ma sarebbe lo stesso anche se avessimo una televisione.
Siamo noi a scegliere ogni volta cosa vedere.
Cerchiamo contenuti pensati per la sua età, con ritmi tranquilli, immagini non troppo frenetiche e storie che abbiano davvero qualcosa da raccontare.
Per noi è importante prestare attenzione non solo a cosa viene raccontato, ma anche a come viene raccontato.
4. Quando è finita, è finita
Questa è probabilmente la regola più difficile da mantenere.
Come tanti bambini, anche Noah molto spesso chiede “ancora cinque minuti”.
Ma quando il tempo stabilito è finito, si spegne.
Naturalmente, se mancano pochi minuti alla conclusione di un episodio, gli permettiamo di finirlo. Ma, in generale, cerchiamo di essere coerenti.
Pensiamo che la prevedibilità aiuti molto più delle eccezioni continue.
5. Mai sul cellulare
Questa è una scelta molto personale.
Molti dei contenuti che guardiamo potrebbero tranquillamente essere riprodotti su uno smartphone, ma abbiamo deciso di non farlo.
Da sempre il cellulare, per Noah, è uno strumento degli adulti.
Non lo utilizza per giocare e non lo utilizza per guardare video.
Il motivo principale è molto semplice: il telefono è sempre con noi.
Se imparasse ad associarlo ai cartoni o ai video, sarebbe molto più facile che iniziasse a richiederlo continuamente, sia in casa che fuori.
Preferiamo quindi che, nella sua esperienza, quei contenuti esistano solo in un momento preciso, in un luogo preciso e insieme a noi.
6. La televisione rimane l’ultima opzione
L’introduzione degli schermi non ha cambiato la nostra routine.
Non accendiamo la televisione appena svegli.
La mattina continuiamo a fare colazione con calma, sistemare casa, uscire per una passeggiata e vivere la giornata come abbiamo sempre fatto.
Di solito, se guardiamo qualcosa, succede nel pomeriggio oppure la sera, prima del bagnetto e di iniziare la routine della nanna.
Ci piace che la televisione rimanga una delle tante attività possibili, non quella più desiderata o quella attorno a cui ruota la giornata.
E quindi… cosa guardiamo?
Ed eccoci finalmente alla domanda che mi avete fatto più di tutte.
Quella che troverai qui sotto non vuole essere una lista dei “contenuti migliori” in assoluto.
È semplicemente una raccolta di ciò che stiamo guardando noi in questo momento e che, per quello che cerchiamo, ci convince.
Anzi, mi piace pensare a questo elenco come a una pagina in continua evoluzione.
Abbiamo appena iniziato questo percorso con Noah, sto ricevendo tantissimi suggerimenti da voi e continuo anch’io a scoprire nuovi documentari, cartoni e programmi.
Per questo aggiornerò questo articolo ogni volta che troveremo qualcosa di nuovo che meriti di essere condiviso.
Perché, alla fine, una delle cose che amo di più della nostra community è proprio questa: imparare gli uni dagli altri.
Cartoni animati
La Pimpa
Dove guardarla: RaiPlay, YouTube (episodi ufficiali).
Durata: circa 5 minuti a episodio.
Di cosa parla: Le avventure della curiosissima cagnolina a pois rossi, che scopre il mondo con fantasia, gentilezza e tanta meraviglia.
Perché ci piace: È un grande classico che non passa mai di moda. I ritmi sono lenti, i colori delicati e le storie semplici, perfette per i più piccoli.
Il Gruffalò (e le altre storie di Julia Donaldson)
Dove guardarlo: Prime Video (alcuni titoli), Apple TV e altre piattaforme a noleggio o acquisto.
Durata: circa 25-30 minuti.
Di cosa parla: Cortometraggi animati tratti dai libri di Julia Donaldson e Axel Scheffler, come Il Gruffalò, La chiocciolina e la balena, Bastoncino e molti altri.
Perché ci piace: Sono realizzati con una cura incredibile e riescono a mantenere tutta la magia dei libri originali.

Pingu
Dove guardarlo: YouTube (canale ufficiale) e Prime Video (in base alla disponibilità).
Durata: circa 5 minuti a episodio.
Di cosa parla: La vita quotidiana di un piccolo pinguino e della sua famiglia, raccontata quasi interamente senza dialoghi.
Perché ci piace: È divertente, dolce e riesce a raccontare tantissimo attraverso espressioni, gesti e piccole situazioni quotidiane.

Minuscule
Dove guardarlo: Prime Video e YouTube (alcuni episodi ufficiali).
Durata: circa 5 minuti a episodio.
Di cosa parla: Piccole avventure di insetti e animaletti, realizzate mescolando animazione e scenari reali.
Perché ci piace: È quasi privo di dialoghi, ha un umorismo delicato e invita a osservare con curiosità il mondo della natura.

Winnie the Pooh
Dove guardarlo: Disney+.
Durata: circa 20 minuti a episodio.
Di cosa parla: Le avventure di Winnie the Pooh e dei suoi amici nel Bosco dei Cento Acri, tra amicizia, fantasia e piccole grandi scoperte.
Perché ci piace: È un mondo lento, rassicurante e pieno di personaggi che insegnano il valore della gentilezza.

Gatto Mirò
Dove guardarlo: RaiPlay e YouTube.
Durata: circa 5 minuti a episodio.
Di cosa parla: Un piccolo gatto curioso che scopre il mondo attraverso esperienze semplici e quotidiane.
Perché ci piace: Ha ritmi molto tranquilli ed è perfetto per una prima introduzione ai cartoni animati.

Acquasilente
Dove guardarlo: RaiPlay.
Durata: circa 7 minuti a episodio.
Di cosa parla: Una serie ambientata nella natura che invita a osservare animali, piante e paesaggi con calma e curiosità.
Perché ci piace: È un contenuto rilassante, con pochissimi stimoli frenetici e un’atmosfera davvero delicata.
Documentari

Disney Nature
Dove guardarli: Disney+.
Durata: circa 75-90 minuti.
Di cosa parlano: Documentari dedicati al mondo animale e agli ecosistemi di ogni parte del pianeta.
Perché ci piacciono: Le immagini sono spettacolari, ma il tono rimane sempre adatto alla visione in famiglia.
A Real Bug’s Life
Dove guardarlo: Disney+.
Durata: circa 30 minuti a episodio.
Di cosa parla: Ogni episodio segue la vita di diversi insetti, mostrando le loro incredibili avventure quotidiane.
Perché ci piace: È curioso, divertente e racconta tantissime informazioni in modo semplice e coinvolgente.
Serie

Pippi Calzelunghe
Dove guardarla: RaiPlay (quando disponibile) e piattaforme di noleggio/acquisto.
Durata: circa 25 minuti a episodio.
Di cosa parla: Le avventure della vivace e indipendente Pippi, che affronta ogni giornata con fantasia e libertà.
Perché ci piace: È una serie senza tempo che continua a divertire grandi e piccoli.
Bear nella Grande Casa Blu
Dove guardarlo: Disney+.
Durata: circa 25 minuti a episodio.
Di cosa parla: Bear vive insieme ai suoi amici in una grande casa blu, dove ogni episodio affronta temi come emozioni, amicizia e collaborazione.
Perché ci piace: Ha ritmi molto lenti, tante canzoni e trasmette un grande senso di calma.
Le avventure di Paddington
Dove guardarle: Netflix (al momento).
Durata: circa 20-25 minuti a episodio.
Di cosa parla: Il piccolo orso Paddington vive con la famiglia Brown e affronta ogni giornata con curiosità, gentilezza e voglia di imparare.
Perché ci piace: È una serie dolce, con valori positivi e un ritmo tranquillo.
Altro

Le webcam delle fattorie
Dove guardarle: Siti web e canali YouTube di diverse fattorie.
Durata: Dirette disponibili per ore, da guardare anche solo per pochi minuti.
Di cosa parla: Telecamere che trasmettono in tempo reale la vita nelle stalle, nei recinti e nei pascoli.
Perché ci piacciono: È molto interessante tantissimo osservare cavalli, mucche, pecore e galline semplicemente mentre vivono la loro giornata. È uno dei contenuti più tranquilli che guardiamo.




